Agente penitenziario in manette: trovata con le armi in casa

Un piccolo arsenale è stato trovato questa mattina dalla questura di Latina in casa di un insospettabile. Quattro pistole perfettamente tenute e pronte a sparare e decine e decine di proiettili erano nascosti in un armadio dell’appartamento di un’agente di polizia penitenziaria di Latina, un’assistente capo donna per la precisione, in servizio presso il carcere di via Aspromonte.

“La perquisizione è stata svolta nell’ambito di controlli intensificati in questo periodo estivo – ha spiegato il questore di Latina, Carmine Belfiore – perché abbiamo concentrato l’attenzione al mondo della criminalità organizzata legata alle rapine”.

In realtà le armi ritrovate, come hanno spiegato questa mattina in conferenza stampa in questura, difficilmente vengono utilizzate per mettere a segno rapine. Una di queste infatti ha una grossa potenza di fuoco e un silenziatore già applicato. Sono pistole che si utilizzato per di più per l’offesa alla persona, per gambizzazioni o nei casi peggiori per omicidi.

All’operazione ha partecipato anche il servizio centrale operativo della polizia di Stato e il servizio centrale della scientifica di Roma e il reparto cinofili della scuola di polizia di Nettuno, perché è stato usato anche il rilevatore georadar per verificare che nulla fosse nascosto nei muri. Le altre perquisizioni hanno portato al ritrovamento di minimi quantitativi di droga e a bilancini di precisione.

La donna è stata arrestata e si trova ora nel carcere femminile di Rebibbia, questa volta come detenuta e non come agente penitenziario.

Tra le pistole sequestrate una revolver calibro 45 Acp, una 9×21 Brigadier con la canna filettata per l’applicazione del silenziatore oltre che con la matricola abrasa e una calibro 22 molto piccola, da tenere nella cinta o in tasca.

L’operazione segue le altre  attività svolte nel corso delle ultime settimane dagli uomini della Questura di Latina che hanno permesso il ritrovamento di numerose armi e relativo munizionamento. Anche in questo caso il filo che unisce le diverse  operazioni è il ritrovamento di armi, munizionamento e silenziatori, che fanno a pensare ad un  loro eventuale utilizzo  per azioni intimidatorie, ovvero per il compimento di delitti di tipo predatorio.

Sono in corso ulteriori accertamenti riguardo la provenienza delle armi, e finalizzati ad accertare se siano state utilizzate in eventi criminosi e a comprendere per conto di chi le armi fossero custodite dall’agente della Penitenziaria.

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