lunedì 17 Gennaio 2022

Aeroporto civile a Latina? Cusani: “Oggi non ci sono le condizioni per realizzarlo”

L’ipotesi di realizzare il terzo scalo aeroportuale del Lazio a Latina ha ripreso, come accade ciclicamente, il volo.

Ci sono state interrogazioni, a firma di Fratelli d’Italia prima, e di Forza Italia, poi, che partendo dalla notizia, non ancora confermata, dello spostamento della scuola di volo, oggi al Comani di Latina scalo, a Grazzanise, si sono scatenate riportando in primo piano anche un progetto di cui si parla ormai da un paio di decenni.

La nascita di uno scalo civile a Latina avrebbe un duplice, importante, effetto.

Decongestionare gli scali di Fiumicino e, soprattutto, di Ciampino ormai saturi.

Rispondere alle carenze infrastrutturali di una provincia, come Latina, ferma all’anno zero con imprese in costante sofferenza e multinazionali sempre sul passo di delocalizzare a causa dell’impossibilità di essere collegati con il resto della regione, dell’Italia e dell’Europa.

Parlare è facile.

Entusiasmarsi ancora di più.

Quello che manca sono il pragmatismo e l’azione, politica ed istituzionale, indispensabili per rendere una potenzialità reale.

“Diamo per scontato che si voglia spostare scuola di volo che, tra l’altro, è un vecchio disegno dell’aeronautica finalizzato alla razionalizzazione. Ma sulla possibilità che questa ipotesi, che tra l’altro toglierebbe da Latina e dalla sua provincia una realtà e un indotto radicati, possa tradursi nella realizzazione tout court di un aeroporto civile o commerciale, dobbiamo essere concreti. Oggi, per come è messa l’Italia – interviene Armando Cusani – non ci sono le condizioni”.

Cusani non è solo il sindaco di Sperlonga, è stato per due mandati presidente della Provincia di Latina.

Conosce a fondo la questione e si è battuto a suo tempo sino in fondo affinchè il progetto uscisse dalla sfera dei sogni.

Ma ieri come oggi gli ostacoli stanno nella programmazione che il Governo centrale e la Regione Lazio mettono nero su bianco e che, tranne tante parole, non ha mi visto citato se non di sfuggita la nascita di uno scalo aeroportuale a Latina.

“La nostra storia – continua Cusani – ci insegna che abbiamo perso tante opportunità proprio quando c’erano le condizioni anche nell’ambito del piano nazionale della mobilità aerea. Ma siamo rimasti fuori perchè i rappresentanti, gli stakeholder, a livello parlamentare e regionale, si sono mostrati deboli. La posizione della Provincia era chiarissima. Non si può difendere scuola di volo al Comani e, contemporaneamente, fare un aeroporto civile o commerciale perchè la promiscuità era e resta impossibile. Gli interessi militari non sono conciliabili con quelli civili. Esigenze diverse, piani di volo e sistemi radar diversi. Basterebbe un pò di buon senso”.

Quindi?

“Chi ha un po’ di responsabilità di fronte al bivio tra nuovo aeroporto a Latina e mantenere sul territorio la scuola di volo dovrebbe lottare per la seconda. L’ambiguità di qualcuno e che purtroppo torna anche oggi, legata al voler tenere insieme due realtà inconciliabili, ci ha lasciato a mani vuote. Tra l’altro non dimentichiamo che anche se la scuola di volo andasse via, e spero che questo non accada, l’unica prospettiva che si apre è di avere sul nostro territorio un sito militare dismesso come ce ne sono tanti in Italia”.

Ma i problemi non finiscono qui.

“Chi oggi parla di realizzare un aeroporto civile al Comani dimentica alcuni passaggi fondamentali. Non considera che, rispetto a venti anni fa, l’area di Latina scalo e quella a ridosso di Sermoneta sono state oggetto di uno sviluppo urbanistico rilevante. L’abitato ha letteralmente avvolto la zona dello scalo militare. L’impatto ambientale che un’opera di tali dimensioni avrebbe avuto ieri non è certo quella che avrebbe oggi. Inoltre se la scuola di volo andasse via quel sito andrebbe sotto ogni profilo, dalla lunghezza della pista, passando per le strutture annesse fino alle strumentazioni e alle tecnologie da utilizzare, ricostruito ex novo”.

La posizione di Cusani non è quello di un disfattista ma di chi vorrebbe sostituire i fatti alle parole.

Perchè se le parole non costano nulla i fatti richiedono impegno, posizioni chiare, azioni determinate.

“Il nostro territorio soffre di una carenza endemica e strutturale di infrastrutture. Realtà come il Mof di Fondi, come il tessuto turistico ed imprenditoriale, per non parlare del porto di Gaeta hanno bisogno di strade, di collegamenti che purtroppo non solo non ci sono ma che non sono neanche in progetto di essere create. Se ne parla da sempre di Pedemontana, di Roma – Latina e dello stesso aeroporto. Non si è fatto nulla perchè non c’erano, e non le vedo neanche oggi, le condizioni in Regione e al Governo, per portare a termine operazioni di questo tipo.”.

La Regione e il Governo però non sono entità astratte, sono fatte di persone, di rappresentanti dei territori che dovrebbero in quelle sedi tradurre in atti le istanze dei cittadini, delle imprese.

“Il nodo è proprio questo – continua Cusani – la rappresentanza è diventata un mero esercizio professionale e uno strumento becero di affermazione personale a discapito della capacità e della volontà politica di risolvere i piccoli e grandi problemi dei cittadini che è finita, purtroppo, in secondo piano. E lo dimostra il fatto che le stesse sirene, alimentate dalle stesse voci, si accendono ad intermittenza ripetendo le stesse cose sentite venti anni fa. Il tempo passa. Le cose cambiano, anche in senso negativo, e ripetere in modo stereotipato le stesse cose significa non essere contemporanei a se stessi, alle mutate richieste dei territori e dei cittadini”.

Analisi che calza alla perfezione anche all’altro grande tema infrastrutturale che è la Roma – Latina.

“Non sono mai stato contrario alla realizzazione delle grandi opere – conclude Cusani – ma credo che dobbiamo fare i conti con il tempo in cui viviamo. La Regione e il Governo mentre giocano con la Tav, mentre nascondono dietro a facili e sterili polemiche l’incapacità di decidere una strada e seguirla, ci dicessero che intendono e se intendono almeno mettere in sicurezza la Pontina rendendola almeno percorribile e con un asfalto degno di essere chiamato tale. Sarebbe già un traguardo eccellente”.

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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