“Un nemico strisciante, una lotta impari, un combattente forte e coraggioso, ma non è bastato…! Ciao Giacomino”.

Con queste parole Giuseppe Mochi, zio del piccolo Giacomo, ha impresso uno di quei momenti che mai nessuno vorrebbe vedere nella storia di una famiglia e sulla strada di un bimbo di soli 11.

Perchè Giacomo, dopo aver lottato ogni giorno, sostenuto ed amato ogni singolo istante dai suoi genitori, dalla sua famiglia, non ce l’ha fatta.

E’ andato via lasciando un vuoto incolmabile in chi ha avuto la fortuna di conoscerlo ed imparare tanto da chi non si è mai arreso, come mamma Giulia, di fronte alle avversità certa che ogni minuto in più era un minuto conquistato in cui Giacomo poteva percepire l’amore che lo circondava.

Giacomo era affetto da medulloblastoma al 4 livello.

“Solo la fede in Dio – ci aveva raccontato in una intervista mamma Giulia – e la forza che mi ha dato mio marito Carlo, ci hanno fatto continuare a sperare. All’inizio sapevamo che non era una sciocchezza, ma una madre non pensa mai a qualcosa di così definitivo. Poi la speranza, un’operazione, il 23 dicembre, per la rimozione della massa tumorale, andata bene, e l’inizio delle cure”.

Ma anche questo non è bastato. La malattia ha portato via Giacomo ma il suo ricordo, la sua forza, il suo coraggio resteranno indelebili.

Perchè Giacomo e la sua famiglia ci hanno insegnato cosa significhi lottare con la forza dell’amore.

Alla famiglia le condoglianze e l’affetto dell’editore e di tutta la redazione di Latinaquotidiano.it