domenica 23 Giugno 2024
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Acqualatina, Fazzone e Calvi respingono le dietrologie: ma quale effetto domino? La crisi a Terracina c’è da mesi

di Giusy Cavallo – Nessun collegamento tra Acqualatina, i fatti di Terracina e la crisi nel capoluogo. Fazzone e Calvi respingono qualunque dietrologia sulla situazione in provincia, “nessun effetto domino” scrivono in una nota riprendendo il titolo di un nostro articolo. Terracina è una cosa, Latina un’altra, altra questione ancora Acqualatina, così come aveva già specificato il senatore Fazzone nel corso della nostra intervista. Il coordinatore regionale e quello provinciale di Forza Italia spiegano che la decisione di sfiduciare Procaccini è stata maturata nel corso di 26 mesi, da quando, cioè, l’ormai ex sindaco “ha deciso di cambiare le carte in tavola e, senza confrontarsi con alcuno, di stravolgere la coalizione che ha vinto le elezioni”.

“Con un colpo di spugna – ricordano Fazzone e Calvi – Procaccini ha portato in maggioranza chi le elezioni le aveva perse affidando il ruolo di vice sindaco al suo principale avversario, creando un’anomalia al governo della città”.

Così “Forza Italia, come opposizione, ha esercitato il proprio diritto di sfiduciare un sindaco che ha tradito il patto di coalizione e il programma votato dai cittadini”, secondo il senatore e il consigliere comunale di Latina Procaccini avrebbe dovuto dimettersi e ripresentarsi con la sua nuova coalizione per “sottoporsi al voto del popolo”.

La sfiducia è stata quindi “un atto dovuto prima di tutto nei confronti della città” tutto il resto è relegato ad essere “elucubrazioni avallate da chi preferisce cercare responsabilità nelle scelte altrui piuttosto che ammettere i propri errori”.

LA QUESTIONE ACQUALATINA – Acqualatina, dicevamo, non c’entra niente con le bagarre politiche a Terracina e nel capoluogo, “il centrodestra – continua la lunga nota dei due esponenti forzisti – in questi anni è sempre stato nel consiglio di amministrazione della società ma senza la preponderanza di una componente rispetto alle altre. Ne sono la dimostrazione i nomi di Giacomo Mignano, che se non sbaglio è molto vicino al sindaco di Latina Di Giorgi, e di Igor Ruggieri, riferimento dell’Udc guidato da Michele Forte. E in tutte le scelte effettuate Forza Italia ci ha sempre messo la faccia anche quando le polemiche prendevano il sopravvento”.

“Abbiamo sempre favorito tutte le forme di controllo – ricordano -, per esempio abbiamo chiesto all’epoca al governatore Marrazzo un nome di sua fiducia per presiedere il consiglio di amministrazione della società, e non ci siamo mai nascosti, certi di aver sempre operato per il bene della comunità. Lo abbiamo fatto di concerto con il socio privato, che con Veolia è una eccellenza nel settore idrico, e soprattutto dei cittadini che necessitano di servizi di qualità. Lo abbiamo fatto raggiungendo risultati importantissimi come dimostra la creazione e l’ammodernamento di una rete efficiente di depuratori, il miglioramento dei livelli di balneabilità che stanno consentendo a molti Comuni della provincia di Latina di conquistare la bandiera blu, il fatto che le crisi idriche non siano più strutturali ma rare eccezioni, e che la nostra sia l’unica provincia del Lazio che con risorse proprie ha dato risposte, nei tempi assegnati, al problema dell’arsenico. E tutto questo rendendo positivi i bilanci della società, come quello 2014 appena approvato con un attivo di oltre 11 milioni di euro, grazie ad una buona politica che ha sempre messo al primo posto il territorio. E con orgoglio possiamo dire che l’unico strumento che abbiamo utilizzato in tutte le occasioni è sempre stato quello del confronto”.

LA SITUAZIONE A LATINA – Fazzone e Calvi parlano poi dei fatti che hanno portato gli azzurri all’opposizione a Latina dove “nessuno ha mai parlato di dimissioni del sindaco. Al contrario, Forza Italia è stata messa all’opposizione dai tre segretari provinciali di Ncd, Fratelli di Italia e Udc. Legittimamente abbiamo chiesto un chiarimento, su dichiarazioni che sono state al limite della diffamazione, ma ad oggi siamo costretti a constatare che non abbiamo mai ricevuto dal sindaco Di Giorgi neanche una telefonata. L’unico dialogo sinora è avvenuto tra la segreteria provinciale di Forza Italia e il segretario di Ncd Enrico Tiero”.

“Per questo – si apprestano a concludere i due coordinatori – su precisa richiesta del sindaco Di Giorgi aspettiamo la discussione in consiglio comunale (calendarizzata per il 18 maggio ndr), sede in cui il sindaco ha il dovere di recuperare credibilità nei confronti dei consiglieri comunali e della città, e continuiamo a chiedere rispetto del programma votato dai cittadini. Gli attacchi e le insinuazioni di queste ore sono solo frutto di una dietrologia e di un rancore che non appartiene a Forza Italia. Noi siamo abituati a valutare le situazioni caso per caso, a parlare con tutti e a riflettere prima di assumere qualsiasi decisione. La valutazione del nostro agire la faranno i cittadini. Sono loro il nostro unico riferimento. Le logiche di potere e l’attaccamento alle poltrone le lasciamo agli altri. Compresa la partita a domino”.

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