domenica 23 Giugno 2024
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Acqualatina, Calvi svela i retroscena: Di Giorgi ha anteposto il CdA alla stabilità del Comune

di Redazione – “La crisi ha un nome e un cognome: Acqualatina”, a dirlo ieri sugli schermi di Lazio TV è stato Nicola Calandrini. Il segretario provinciale di Fratelli d’Italia si è confrontato con Alessandro Calvi, suo omologo in Forza Italia, nel salotto di Egidio Fia durante il programma “Monitor”. Nel dibattito sono emersi tanti retroscena sull’assemblea del CdA che ha sancito la rottura tra Forza Italia e gli altri partiti del centrodestra. “Incassiamo Acqualatina e poi pensiamo al Comune”, a usare questa espressione sarebbe stato Giovanni Di Giorgi, a raccontarlo è Alessandro Calvi, nel tentativo di spiegare che Acqualatina non fa gola solo a Fazzone. Di Giorgi lo avrebbe detto nel giorno del CdA, al telefono, mentre FdI, Udc e Ncd preparavano la lista d nomi per il CdA, escludendo Forza Italia.

Forza Italia invece chiedeva delle firme su un foglio bianco, ma, precisa Calvi, “sta a significare che era tutto da definire”. E Calvi racconta un altro retroscena: Maietta avrebbe trattato con Fazzone per le nomine su Acqualatina. “Allora non diciamo che le imposizioni vengono da fuori. Sono andati a trattare insieme a noi”, commenta Calvi. Nicola Calandrini non smentisce nulla, ma poi fornisce la sua versione dei fatti. “Quando si va da Giovanni Di Giorgi a chiedere una delega in bianco, ci va Giuseppe Simeone. Fazzone è fuori dall’Italia. Quindi per loro Latina doveva essere rappresentata da Pino Simeone”, questo il racconto di Calandrini contrario all’iniziativa del Consigliere regionale proveniente da Formia. “Latina sarebbe stata rappresentata”, è la controreplica di Calvi. “Se il CdA di Acqualatina fosse scaduto nel 2016, noi oggi non saremmo in questa situazione”, ammette Calandrini. E ora guai a negare che la crisi di Latina non ha niente a che vedere con il CdA di Acqualatina. Intanto il 14 maggio si terrà una nuova assemblea dei soci dove o si risolveranno tutte le diatribe o si arriverà allo scontro finale. Con buona pace di Giovanni Di Giorgi che potrebbe farne le spese.

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