martedì 31 Gennaio 2023

Acqua inquinata a Roma, cittadini avvertiti in ritardo. La Procura apre un’inchiesta

di Redazione – Una grave mancanza o un estremo ritardo. Sono ancora da chiarire le dinamiche intorno alla complicata situazione dell’acqua inquinata nella zona nord di Roma. Infatti pare che l’ordinanza comunale che vieta l’utilizzo dell’acqua dei rubinetti nelle aree rurali dei Municipi XIV e XV, sia stata emanata con molto ritardo.

Per questo il Codacons ha presentato un esposto per capire “se la salute dei cittadini sia stata garantita e se la tempistica seguita dal Comune nel diramare l’allarme sia stata congrua”. Al Codacons si è aggiunta anche la denuncia di Primavera Nazionale coordinamento RomaNord “per verificare se il mancato allarme dell’amministrazione capitolina alla cittadinanza di Roma costituisca reato penale. A nostro avviso è gravissimo che il Comune di Roma Capitale e quindi chi lo rappresenta non abbia allertato nelle dovute modalità i residenti di alcune zone del Municipio ex XIX, e ex XX della presenza di arsenico e batteri fuori dalle norme fissate per la salute umana, nell’acqua che arriva nelle case. In un paese civile il sindaco avrebbe già rassegnato le dimissioni”.

A seguito di queste due segnalazioni la Procura di Roma ha aperto un fascicolo sull’inquinamento delle acque, sul quale indaga il procuratore competente per i reati di natura ambientale.

LE ZONE INTERESSATE – Il divieto di bere acqua e anche di utilizzarla per lavarsi interessa le zone di Malborghetto, Brandosa, Casaccia, Casal di Galeria, Monte Oliviero, Piansaccoccia, Camuccini.

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