lunedì 30 Gennaio 2023

Abolizione Camere di Commercio, Renzi vince facile: minaccia taglio netto e ottiene un dimezzamento

di Giusy Cavallo – Si sono riuniti al Tempio di Adriano, Vincenzo Zottola, Giancarlo Cremonesi Pietro Abate e le associazioni di categoria, tutti contro la proposta del governo di abolire le Camere di Commercio. La riunione era stata convocata con urgenza per discutere della riforma di Palazzo Chigi e per dare forza alla controriforma di Unioncamere ed in molti hanno risposto alla chiamata. In Piazza di Pietra c’erano Claudio Moscardelli, Stefano Fassina e Roberta Agostini del PD, Maurizio Gasparri di Forza Italia e Barbara Saltamartini del Nuovo Centrodestra, Daniele Leodori in rappresentanza della Regione Lazio e Giovanni Di Giorgi sindaco di Latina.

“L’ipotesi di tagli ed accorpamenti delle camere di commercio rappresenta un fattore altamente penalizzante per il territorio, nell’ottica soprattutto di una pianificazione strategica dello sviluppo – ha detto nel suo intervento il sindaco di Latina Di Giorgi -. Il sistema camerale è un partner fondamentale per l’ente locale, per un lavoro di sinergia in grado di far fronte anche ai cospicui tagli imposti dal Governo centrale ai Comuni. Latina in particolare ha avviato con la Camera di commercio un proficuo lavoro che ha tra i suoi risultati più importanti il Piano strategico per lo sviluppo firmato con i Comuni pontini per la pianificazione delle azioni sui fondi europei 2014-2020”.

Non solo Di Giorgi, ma tutti gli intervenuti hanno convenuto sulla “frettolosità” della riforma del Governo che non ha tenuto conto del valore delle Camere di Commercio e di quanto un taglio netto possa essere dannoso per la promozione del territorio e per l’internazionalizzazione delle imprese.

Unioncamere con questa riunione ha, quindi, voluto dare forza alla sua controriforma che consiste nell’abbattimento del 50% della quota camerale e la riduzione da 5 a 2 camere di commercio: una metropolitana e l’altra che raggruppi le quattro province. In realtà ci sono ancora i margini per una trattativa con il Governo visto che la proposta è ancora in itinere e aperta a nuovi sviluppi e ai suggerimenti dei diretti interessati. Sembra quasi che Renzi l’abbia “sparata grossa” per spaventare le Camere di Commercio e ridimensionare il sistema camerale, accennando solo all’abolizione, infatti, il premier ha ottenuto facilmente un dimezzamento. Vedremo adesso come andrà a finire, ma per ora Renzi batte Camere di Commercio 1-0.

ABOLIZIONE DELLE CAMERE DI COMMERCIO, QUANTE STORIE! UN ENTE REGIONALE È PIÙ CHE SUFFICIENTE

CORRELATI

spot_img
spot_img