martedì 18 Giugno 2024
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A Salvini Coletta avrebbe chiesto una Dda a Latina, ora gli scrive una lettera

Dopo che Salvini, durante la festa regionale della Lega, ha disertato l’incontro con il sindaco di Latina, Coletta non si dà per vinto. Armato di penna, o di tastiera ormai, ha elencato tutte le problematiche di cui avrebbe parlato con il ministro dell’Interno.

Il primo punto è la richiesta di un contrasto più efficace delle infiltrazioni mafiose sul territorio pontino. Coletta arriva a chiedere a Matteo Salvini una Direzione distrettuale antimafia a Latina. Sono numerose infatti, da qualche anno a questa parte, le inchieste portate avanti dalla Dda di Roma sul territorio pontino, in particolare al sud.

“Latina è una città operosa e pacifica – scrive Coletta a Salvini – che ha retto come ha potuto l’impatto della crisi economica di questi anni. Una crisi che deve aver acceso l’interesse della criminalità organizzata nei confronti dell’intero sud del Lazio. Lo testimonia l’operato dell’ex prefetto Bruno Frattasi che già nel 2008 denunciava le infiltrazioni mafiose nel Comune di Fondi, arrivando a proporne lo scioglimento.

Recenti fatti di cronaca hanno purtroppo avvalorato quella prima denuncia. Varie inchieste della magistratura e delle forze dell’ordine – in particolare “Don’t Touch” e “Alba Pontina” – segnalano l’attività di organizzazioni criminali che si sono sviluppate in ambito locale (con la colpevole disattenzione – se non vera e propria compiacenza – di una parte della classe politica locale coinvolta nelle inchieste). Una mafia che tenta di radicarsi nel territorio per conquistare importanti sistemi produttivi, come confermano i lavori della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti (discarica di Borgo Montello)”.

“Nel quadro degli interventi che sicuramente saranno stati posti alla Sua attenzione – continua Coletta – relativamente al potenziamento degli Uffici giudiziari e al completamento della Cittadella giudiziaria suggeriamo che nel Lazio, dopo Roma, possa essere istituita una seconda Direzione distrettuale antimafia proprio a Latina per poter meglio rispondere alle specifiche esigenze del territorio, con attenzione particolare al sud pontino, dove la chiusura del tribunale di Gaeta ha creato falle nella sicurezza e legalità. Segnaliamo inoltre l’esigenza di un presidio di sicurezza nella realtà internazionale del Mof”.

Non manca un passaggio sul caporalato e sui reati di sfruttamento del lavoro nero, specie nel settore agricolo.

Il sindaco affronta poi il tema dell’immigrazione e lo fa con una visione opposta a quella del ministro dell’Interno. Parla dell’immigrazione come un’opportunità che Latina in particolare ha avuto e ha ben gestito, ricordando il più grande campo profughi europeo nel quale sono 80mila profughi dell’Europa orientale.

Il percorso intrapreso era quello di potenziare lo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo), con il Comune che avrebbe assunto l’intera gestione dell’accoglienza, togliendola ai privati ed eliminando così i Centri di accoglienza straordinaria. Questo “attraverso il consolidamento del rapporto di leale e reciproca collaborazione con la Prefettura e le Forze dell’Ordine. Per questo, nonostante l’emergenza, a Latina non esistono reali tensioni laceranti nel rapporto tra cittadini residenti e migranti richiedenti asilo.

Il ridimensionamento dello Sprar – ha detto preoccupato il sindaco Coletta – (che anche questo Comune ha contribuito a far diventare fiore all’occhiello del sistema di accoglienza italiano), l’esclusione dei richiedenti asilo dai servizi per l’integrazione, l’incremento dei grandi centri a danno dell’accoglienza diffusa temiamo portino ad aumentare l’irregolarità sul nostro territorio con gravi conseguenze in termini di costi sociali e, in particolare, di sicurezza”.

Per far fronte alle emergenze il Comune ha aderito ad una progettualità finanziata dal FAMI (Fondo asilo migrazione e integrazione): il progetto LGNetEA. “Un finanziamento di 1.700.000 euro destinato al nostro Comune per dotare la rete territoriale di strumenti nuovi finalizzati ad azioni di risanamento di alcuni spazi urbani, tra i quali, ad esempio, l’ex mercato annonario e l’area del mercato settimanale. Purtroppo, successivamente alla formalizzazione dell’adesione al progetto, con atto unilaterale il ministero dell’Interno ha ritenuto di ridurre di due terzi il finanziamento destinando a Latina solo 480 mila euro. Per questo richiamiamo l’attenzione del ministro dell’Interno sulle ricadute che tali scelte avranno sul nostro territorio”.

Poi in un terzo punto altrettanto importante Coletta investe il vice presidente del Consiglio sul problema delle infrastrutture e sulla necessità di aumentare le risorse da destinare alla messa in sicurezza di edifici scolastici e pubblici, oltre che di strade e ponti. Non resta ora che attendere la risposta di Salvini.

Silvia Colasanti
Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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