Allarme legalità a Latina. Lo dice il rapporto dell’Osservatorio Luiss della Legalità dell’economia secondo cui nel Lazio le organizzazioni criminali dispongono di liquidità tra i 615 e gli 1,1 miliardi di euro.
Ad essere analizzato il Pil delle mafie e la guerra silenziosa del 416 bis. Lo studio, svolto anche con l’aiuto degli studenti della famosa università, mette in evidenza i ricavi a nove zeri delle mafie nel Lazio determinati, in gran parte, da attività illecite come prostituzione, traffico di droga, contraffazione, usura ed estorsioni. Dal dossier emerge una fitta rete criminale che abbraccia l’intera regione, con particolare riguardo ai centri di produzione economica più significativi. Si tratta di fenomeni illeciti gestiti da famiglie (alcune collegate alle mafie tradizionali) che negli anni ’80 si sono stanziate nei territori nevralgici dell’economia laziale, il cui mercato ha risentito in negativo di tali influssi.
Il rapporto, oltre a citare la criticità della provincia di Latina, analizza anche la situazione del litorale romano in particolare di quella di Ostia. Il rapporto Luiss prende in esame anche i dati economici. Nei primi nove mesi del 2013 si è registrato un aumento del 15% dei fallimenti delle aziende, con un crollo del 10% del credito alle imprese. Una condizione socio-economica difficile che, già nel 2012, aveva indotto la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma ad aprire 279 procedimenti nei confronti di altrettante organizzazioni malavitose. In tutto il Lazio, la provincia più colpita, è quella di Latina che tra l’altro è stata oggetto di maxi-sequestri di beni per un totale di 280 milioni di euro.





