Secondina Marafini
SecondinaMarafini

Una sorta di Antigone moderna, battagliera e dedita ai valori solidi è l’analisi della professoressa Secondina Marafini su Rosa Tomei, compagna e depositaria delle opere del poeta romano Trilussa. Grazie alla presentazione dell’ultimo lavoro della Marafini sarà possibile conoscere meglio il profilo di questa donna corese.

Il volume “Trilussa, Rosa Tomei e lo studio. La poesia, la vita e l’amore” verrà presentato il 29 dicembre presso il teatro comunale Luigi Pistilli di Cori.

Si tratta di un intenso lavoro di ricerca iniziato quattro anni fa che, attraverso documenti inediti, foto e versi, ripercorre l’amore simbiotico tra la Tomei e il poeta di ben 45 anni più grande. Oltre a ricostruire l’idea di progetto culturale messo in atto da Trilussa, attraverso lo studio in via Maria Adelaide vicino Piazza del Popolo a Roma.
Grazie alle ricerche della Marafini, scopriamo che Rosa Tomei non fu solo una “governante”, come la definirono i suoi detrattori dopo la morte dello scrittore, ma poetessa essa stessa e autrice di 43 liriche, nonché parte attiva nella progettazione dello studio letterario pensato come centro propulsore di poesia e arte per il futuro.
Il lavoro di ricerca della Marafini inizia nel 2014 per interesse dell’amministrazione comunale di Cori e la porta a contattare il ramo di Cisterna della famiglia Tomei e a studiare le carte conservate presso il Museo di Roma in Trastevere, il fondo Trilussa e il fondo Ceccarius per restituirci il ritratto di una donna moderna, convinta delle sue scelte e determinata a conservare la memoria storica del poeta.
All’incontro nel teatro comunale interverranno Rino Caputo, professore di Letteratura italiana all’Università Tor Vergata, Ugo Mancini, docente di Storia e Filosofia, il sindaco Mauro De Lillis, il suo predecessore Tommaso Conti e l’assessore alla cultura Paolo Fantini.
La Marafini, originaria di Cori e insegnante di Lettere classiche ad Albano, introdurrà le letture affidate all’attrice Francesca Corbi e allo scrittore Paolo Procaccini, spiegando il senso del dovere e la passione che l’hanno accompagnata in questi anni dedicati alla ricerca per dare verità ad una bella storia letteraria e vita a qualcosa di storicamente disperso.