di Redazione – “Un evento imprevedibile”. Così parla l’avvocato della ditta per cui lavoravano Fabio Lisei e Roberto Papini, morti ieri alla Kyklos di Aprilia. I due erano impegnato in un’operazione di carico del percolato. Dai primi rilievi è apparso chiaro che non indossavano la mascherina che li avrebbe protetti dalle esalazioni. Questo perché il percolato è considerato un rifiuto speciale ma non un rifiuto tossico. Di conseguenza la mascherina non era obbligatoria. Rimane da chiarire la dinamica, dal momento che uno dei due sarebbe stato trovato morto sul camion, l’altro sull’asfalto. Per avere maggiori certezze su cosa ha provocato la morte dei due operai di Viterbo bisogna attendere l’esito dell’autopsia. Anche sul luogo dell’incidente sono state disposti gli opportuni rilievi.
Unanime il cordoglio delle istituzioni, a partire dal Capo dello Stato. “Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, – si legge in una nota diffusa dal Quirinale – appresa con profonda tristezza la notizia del tragico incidente sul lavoro verificatosi presso un impianto di compostaggio di Aprilia in cui hanno perso la vita due operai, ha espresso ai familiari delle vittime sentimenti di partecipe cordoglio e di affettuosa vicinanza.”
Per il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti , si tratta di una tragedia inaccettabile. “A nome di tutta la giunta e dei cittadini della Regione mi unisco alle famiglie dei due lavoratori. – ha dichiarato il Governatore – Tragedie come questa non devono ripetersi mai più”. Anche il sindaco di Aprilia, Antonio Terra, è intervenuto sulla vicenda: “Il Sindaco, a nome dell’Amministrazione e della comunità apriliana tutta, esprime vicinanza e cordoglio alle famiglie Lisei e Papini, di San Lorenzo Nuovo in provincia di Viterbo, per la prematura ed improvvisa scomparsa dei propri congiunti. Altresì, esprime profondo dolore per l’ennesime vittime causate da incidenti sul lavoro e confida nell’attività d’indagine degli organi deputati ad accertare la verità”. Anche il prefetto D’Acunto ha espresso cordoglio per le vittime della Kyklos.
“Questa ennesima tragedia ci dà la misura di quanta strada sia ancora necessaria per raggiungere standard adeguati di sicurezza sul lavoro – ha dichiarato invece la consigliera Rosa Giancola – La sicurezza è un tema fondamentale al quale non si può derogare, perché di lavoro non si può morire”. Anche i sindacati focalizzano la questione sul tema della sicurezza sul lavoro. Per il segretario nazionale dell’Ugl, Geremia Mancini “La tragica scomparsa di due operai morti vicino a Latina indicano a tutti noi quanto lavoro e sicurezza debbano diventare un binomio imprescindibile, in assenza del quale un Paese non può ritenersi civile a tutti gli effetti”. Sulla stessa lunghezza d’onda la Cgil di Latina “Il nostro sindacato, oggi più di ieri, continuerà la sua battaglia – scrivono Anselmo Briganti e Maria Cristina Compagno – affinché episodi come quelli di Aprilia non si verifichino più, mettendo in campo tutte le iniziative necessarie, per affermare il valore della sicurezza e sensibilizzare anche i lavoratori affinché la sicurezza venga considerata un valore fondante dello stesso lavoro”.





