Latina piazza dello spaccio di marijuana gestita da un clan calabrese. Tre pontini arrestati

Tredici persone in carcere, 14 ai domiciliari ed una sottoposta all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Localizzate 8 piazzole adibite alla coltivazione di marijuana.

Sequestrando circa 11.000 piante, dal valore economico di svariati milioni di euro.

Gli arresti sono avvenuti tra Roma, Latina, Savona e Bologna.

Sono inoltre stati sequestrati 6 fucili da caccia di vario calibro e marca, privi di matricola o con matricola abrasa, 3 dei quali rubati.

Questo il bilancio della maxi operazione dei carabinieri nelle province di Reggio Calabria, Roma, Latina e a Eisenach in Germania.

L’indagine è stata coordinata dalla procura della Repubblica di Reggio Calabria ed eseguita dai militari del Comando Provinciale di Reggio Calabria e i militari dello squadrone eliportato Cacciatori “Calabria”, con il contributo dei colleghi del BundesKriminalAmt (BKA).

Gli arresti hanno colpito un sodalizio criminale composto da almeno  vincoli di parentela persone legate da vincoli di parentela.

Il clan era dedito principalmente alla gestione di una filiera produttiva di marijuana, al trasferimento e alla sua commercializzazione nelle piazze di spaccio romane e pontine.

Ad incastrarli, nell’operazione avviata nel 2016 e denominata “Selfie”, l’analisi delle immagini catturate dalle foto-trappole da loro stessi collocate a presidio delle piantagioni.

L’analisi delle foto-trappole rinvenute nel settembre 2016 all’interno delle prime due piazzole recintate scoperte a Casignana, effettuata con il supporto dei carabinieri specializzati del Ra.C.I.S. di Roma, ha permesso di estrapolare, sebbene già cancellate dai supporti di registrazione, numerose immagini degli indagati intenti a curare la realizzazione e la conduzione delle due piantagioni.

Gli indagati individuavano e preparavano le piazzole di rilevanti dimensioni, impiantavano poi piccoli steli di circa 10 centimetri, realizzavano gli impianti professionali per l’irrigazione automatica, curavano la raccolta delle infiorescenze e la successiva essiccazione, fino al trasferimento, preferibilmente in auto con doppi fondi, nelle aree di destinazione e alla cessione.

L’attivita’ dei carabinieri, oltre a permettere il rinvenimento e sequestro di svariate piantagioni individuandone i responsabili, ha consentito di delineare i contorni di una stabile rete di spaccio che, affondando le sue radici nella Locride, ha interessato altre regioni d’Italia ed in particolare il Lazio, punto fondamentale di smercio dello stupefacente coltivato in Calabria.

Dalle indagini sarebbe emersa la figura del principale promotore delle attività  illecite, Michele Carabetta, 41 anni, elemento considerato di elevata caratura criminale, già condannato in via definitiva ad 8 anni di reclusione per associazione di tipo mafioso (pena scontata), come elemento di spicco della cosca “Pelle-Vottari” di San Luca con il compito di introdurre nel territorio italiano armi da guerra, armi clandestine e munizioni.

Carabetta, pur sottoposto per tutta la durata delle indagini alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno nel comune di Roma, ha avuto, secondo gli inquirenti, un ruolo direzionale e di cerniera tra la filiera produttiva e di stoccaggio dello stupefacente in territorio calabrese e quella che si occupava del suo trasferimento ad una platea estesa di acquirenti all’ingrosso in territorio laziale, attraverso due articolazioni dell’organizzazione.

Una, operante nella Capitale, era guidata da Daniele D’Ambrosi e da Alessandro Romagnoli, l’altra, operativa sulla piazza di Latina, era guidata da Alfredo Celani, Arianna Ramiccia e Massimiliano Tartaglia.

Per il trasferimento della sostanza stupefacente verso le destinazioni fuori dalla Calabria gli indagati utilizzavano un linguaggio in codice, spesso riferendosi alla droga e con le espressioni “cavalli”, “magliette”, “cd” o anche con riferimenti a diversi e noti modelli di autovetture e scooter come “Panda”, “Golf” o “t-max”.

Alessia Tomasini
Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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