Aveva problemi al fegato e doveva essere ricoverato in ospedale Federico Perna il 34enne di Latina morto venerdì scorso nel carcere di Poggioreale a Napoli. La madre del ragazzo ha affermato di avere saputo del decesso del figlio da una lettera scritta dal suo compagno di cella. Dal carcere nessuno si sarebbe preoccupato di avvertire la famiglia. Tra l’altro Federico, sempre secondo quanto racconta la madre, già dal martedì precedente stava molto male. Al telefono le aveva raccontato che perdeva sangue dalla bocca quando tossiva e chiedeva il ricovero, disperatamente, da almeno dieci giorni lamentando dolori lancinanti allo stomaco. Ora si apprende anche il 34enne era stato dichiarato incompatibile con la detenzione da due diversi rapporti clinici, stilati dei Dirigenti Sanitari delle carceri di Viterbo e Napoli Secondigliano. Invece da questa casa circondariale fu trasferito a Poggioreale, dove le sue condizioni di salute si sono ulteriormente aggravate. Poco chiare le cause, ma anche il luogo preciso del decesso perché la madre di Perna ha raccontato che sarebbe morto nell’infermeria del carcere di Poggioreale, di attacco cardiaco e senza la possibilità di essere salvato con il defibrillatore, ma poi alla famiglia è stato anche raccontato che invece il giovane è morto in ambulanza, poi ancora che è deceduto prima di essere caricato in ambulanza o addirittura in ospedale. Insomma un dolore grande aggravato dal fatto che il decesso del 34enne è, a quanto pare, avvenuto in circostanze misteriose e forse anche a causa di indicazioni mediche non seguite dalle guardie carcerarie. Con la morte di Federico Perna sale a 139 il numero dei detenuti che hanno perso la vita, in Italia, dall’inizio dell’anno.

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