Lavoro irregolare nei campi, tre imprenditori denunciati: sanzioni per 31mila euro

Otto braccianti impiegati nelle operazioni di diradamento di una piantagione di actinidia, quattro dei quali senza la preventiva comunicazione di assunzione, e rapporti di lavoro organizzati attraverso un presunto appalto privo dei requisiti previsti dalla legge. È quanto emerso da un’ispezione condotta dal Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Latina, al termine della quale sono stati denunciati in stato di libertà i rappresentanti di tre aziende agricole.

Controllata la posizione di otto braccianti

L’attività ispettiva è stata svolta nei giorni scorsi in collaborazione con le articolazioni territoriali dell’Arma e ha riguardato la verifica di un appalto e della somministrazione di manodopera. Nel corso del controllo, i militari hanno identificato otto lavoratori agricoli, cinque cittadini bengalesi e tre egiziani, tutti regolarmente presenti sul territorio nazionale.

Dagli accertamenti è emerso che i braccianti sarebbero stati impiegati irregolarmente nelle attività di diradamento di una coltivazione di actinidia gestita da un imprenditore locale di 61 anni.

Lo pseudo appalto affidato a due aziende esterne

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, il titolare della piantagione avrebbe commissionato impropriamente i lavori a due imprese esterne, riconducibili rispettivamente a un cittadino romeno di 46 anni e a un italiano di 30 anni.

Le due aziende avrebbero fornito parte della propria manodopera attraverso uno pseudo contratto di appalto di servizi e uno scambio di lavoratori tra imprenditori agricoli. Le verifiche hanno però evidenziato l’assenza dei presupposti di legge necessari per ricorrere a queste forme di organizzazione del lavoro.

Quattro lavoratori senza comunicazione di assunzione

Il controllo ha permesso di accertare che quattro degli otto braccianti erano occupati senza che fossero state effettuate le preventive comunicazioni obbligatorie di assunzione. Per questa ragione, nei confronti del committente è stata applicata la maxi sanzione prevista per ciascun lavoratore irregolare.

I militari hanno inoltre disposto la sospensione dell’attività imprenditoriale gestita dal 61enne.

Violazioni in materia di salute e sicurezza

Durante l’ispezione sono state rilevate anche irregolarità relative alla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro. In particolare, è stata contestata l’omessa sorveglianza sanitaria dei lavoratori e la mancata formazione del personale coinvolto.

Al termine degli accertamenti, i rappresentanti delle tre aziende sono stati deferiti in stato di libertà. Le ammende e le sanzioni complessivamente elevate ammontano a circa 31mila euro.

I controlli contro l’esternalizzazione illecita

L’attività rientra nei controlli diretti a contrastare l’esternalizzazione irregolare del lavoro, un fenomeno che può essere realizzato attraverso un uso elusivo di strumenti come l’appalto, il distacco e la somministrazione di personale.

Secondo quanto evidenziato, queste pratiche interessano anche diverse aree rurali della provincia di Latina. Il comparto specializzato dell’Arma, anche sulla base delle direttive dell’Ispettorato territoriale del Lavoro, prosegue quindi le verifiche con l’obiettivo di garantire una maggiore tutela delle condizioni lavorative.

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