1 milione di euro per interventi a carattere socio-assistenziale in favore di persone affette da sclerosi laterale amiotrofica.

Tali risorse saranno confermate anche per il 2020 e per il 2021.

Il provvedimento è stato approvato dalla giunta regionale per garantire un supporto alla domiciliarità, integrando i servizi già previsti nel piano individuale di assistenza.

L’obiettivo è sostenere una migliore copertura e un’organizzazione più efficace del sistema di caregiving a tutela della qualità di vita della persona.

“La Regione Lazio – ha spiegato l’assessore alle politiche sociali e welfare, Alessandra Troncarelli – ha voluto potenziare il percorso assistenziale domiciliare che, per il paziente affetto da Sla, costituisce la scelta privilegiata sia a livello personale che terapeutico. Poter ricevere le cure necessarie nella propria abitazione consente alla persona il mantenimento delle relazioni e, soprattutto, una migliore gestione delle inevitabili ricadute di natura psicologica connesse all’evoluzione stessa della malattia”.

Il finanziamento sarà ripartito tra i distretti socio-sanitari in base al numero di utenti affetti da Sla incarico ai rispettivi servizi territoriali.

“La scelta del percorso domiciliare – ha continuato l’assessore Troncarelli – implica, però, un carico assistenziale crescente per i caregiver familiari a causa delle graduali e rilevanti compromissioni dell’autonomia del paziente. Per questo, la Regione Lazio ha aumentato le risorse a disposizione dei malati con disabilità gravissima al fine di garantire prestazioni sanitarie collegate in rete con i servizi sociali territoriali, così da facilitare la continuità della gestione domiciliare. Un aiuto concreto sia per i pazienti, sia per i loro familiari”.

Tali risorse serviranno ad implementare la spesa già sostenuta per l’assistenza domiciliare e l’assegno di cura fino a un contributo regionale massimo di 1.500 euro mensili per ciascun malato.

I fondi potranno essere investiti anche per incrementare il contributo di cura mensile, in caso l’assistenza sia prestata dal familiare caregiver.