Via Quarto, tutti sapevano: l’esproprio era nell’ultimo atto di compravendita

di Redazione - I fatti di Via Quarto si arricchiscono ogni giorno di particolari che, se non fossero inquietanti dal punto di vista legale e giuridico, farebbero sorridere. Avevamo detto che il pm Miliano voleva ascoltare tutte le persone coinvolte negli anni e a vario titolo, come tecnici del Comune e notai, per accertare come fosse stato possibile che nessuno di loro, redigendo piani regolatori e atti di compravendita, si fosse accorto che il terreno era di proprietà del Comune di Latina.

In realtà, l’esproprio era ben noto almeno a Enzo Becchetti, il notaio che ha redatto l’atto di compravendita, stipulato in data 7 aprile 2014, dalla ditta Effebbi alla Costruzioni Generali. Il Quotidiano di Latina oggi pubblica il documento, in cui si legge “La società acquirente prende atto che la particella 133 è stata occupata dalla viabilità di Via Quarto e che è gravata dal suddetto esproprio a favore del Comune di Latina, pertanto dichiara che subentrerà alla società venditrice in ogni eventuale controversia che potrà nascere con il Comune di Latina o con terzi sollevando la società venditrice stessa da ogni e qualsiasi responsabilità a riguardo”.

Quindi la questione dell’esproprio era ben chiara sia a Effebbi che a Costruzioni Generali, che poi fanno capo alla stessa famiglia. Resta da capire come possa essere stato venduto il terreno dagli ex proprietari espropriati senza che il notaio che ha redatto gli atti si fosse accorto che quel lotto non era di loro proprietà. La prima compravendita è stata stipulata nel maggio 2001 esattamente venti anni e tre mesi dopo che il Comune di Latina aveva espropriato il terreno. Ora, visto che al Catasto – incredibilmente – il lotto 133 era ancora registrato a nome dei vecchi proprietari espropriati e che i notai sono tenuti a verificare i dati dell’immobile risalendo indietro di venti anni, è possibile che il notaio non si sia accorto di nulla e che abbia perfezionato il contratto di compravendita in perfetta buona fede.

E il Comune di Latina sapeva? E’ parte attiva o parte lesa in questa situazione che ha dell’assurdo? L’inchiesta della Procura continua.

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