Via Francigena Appia Latina, chiusi i lavori del tavolo tecnico: i 14 Comuni concordi sul percorso

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La Via Francigena Appia Latina sta per diventare una realtà. Si è concluso il tavolo di coordinamento tecnico per la condivisione del percorso che porterà alla creazione di un cammino che da Monte San Biagio arrivi a Castelforte in località Suio. Al tavolo hanno preso parte i 14 comuni interessati, cofinanziatari del progetto insieme Regione Lazio. Coinvolti nell’iniziativa anche il Gruppo dei Dodici, il CAI, Associazioni giovanili nate nell’alveo dell’Associazione dei Comuni SER.A.L. e Impresa Insieme che funge da segreteria sia di SER.A.L. (comuni di Latina) che di SER.A.F. (comuni di Frosinone).

I lavori sono stati coordinati dal professore Renato Di Gregorio, e si sono svolti in quattro incontri basati sulla progettazione partecipata. I tecnici hanno preso atto del percorso generale accreditato dalla Regione Lazio al Consiglio di Europa. Insieme si è analizzato quanto fosse fattibile quel progetto e si è redatto un tracciato definitivo grazie anche all’aiuto dell’architetto Valeria Galluzzi. Entro novembre il lavoro finale sarà presentato in un convegno pubblico.

Nel frattempo si studiano anche programmi di “animazione” lungo il percorso. Di questo si stanno occupando i membri delle Associazioni giovanili, che provengono da specifici master conseguiti a Gaeta e Foggia.

“L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di rendere consapevoli i membri delle Comunità locali circa l’opportunità di organizzare al meglio l’accoglienza di questo specifico ‘turismo’ che interesserà il territorio comune apportando ricchezza culturale ed economica al territorio e nuova occupazione per i giovani”.

L’iniziativa sembra dunque a buon punto, come confermano gli eventi passati e quelli in programma nelle prossime settimane per parlare del progetto. Del resto si è creato un coordinamento efficiente tra i Comuni interessati nelle tre province del Lazio, Latina, Frosinone e Rieti, che si stanno relazionando con le omologhe nate in Puglia e Toscana e in via di Costituzione in Basilicata, Campania e Molise.

“Il turismo dei cammini – ha spiegato Renato Di Gregorio – induce nuove soluzioni organizzative agli enti locali che intendono occuparsene. La logica ‘del territorio’ risulta superata a tutto vantaggio della logica ‘di rete’ perché chi percorre i cammini amerebbe godere della medesima accoglienza lungo tutta la via e la via attraversa non solo diversi Comuni, ma diverse province regioni e Paesi per cui serve un’integrazione trasversale e non circolare”.

Proprio per questo motivo quest’anno Di Gregorio ha organizzato, per i giovani laureati del Lazio, che aderiscono al programma Torno Subito, il Master di esperti di Comunicazione territoriale, a Terni, e il Master per esperti di itinerari culturali europei, a Foggia. “A marzo prossimo li avremo in tirocinio presso le diverse Associazioni presenti nel Lazio e aiuteranno i Comuni a organizzare al meglio questo specifico tipo di turismo” ha concluso.

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