Vecchi ritornelli per il Nazareno e nuovi scenari per il centrodestra

di Francesco Miscioscia – L’elezione di Sergio Mattarella a Presidente della Repubblica ha rappresentato agli occhi di tutti una sconfitta politica per Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, con il patto del Nazareno, ha prima acconsentito alla riforma elettorale voluta dal premier e poi ha dovuto prendere atto della scelta del nome da lanciare al Quirinale a cui non aveva dato il suo assenso.

A questo punto la logica farebbe pensare ad una rottura del Patto del Nazareno, ad una rivoluzione tra i vertici di Forza Italia e ad una maggioranza tutta da ricostruire. Niente di tutto ciò però è ciò che avverrà.

Berlusconi non taglierà i rapporti con il premier, proprio per la sua rincorsa agli interessi personali, più che alla cosa pubblica. Il ministro Boschi ha già annunciato che il 20 febbraio potrebbe essere approvata la depenalizzazione dei reati fiscali al di sotto del 3%. Pronta anche le risposte ai detrattori: “in Francia non sono penali i reati al di sotto del 10%, perché in Italia dovrebbero esserlo quelli sotto il 3%”. A chi invece accuserebbe il governo di fare leggi pro-Berlusconi, Renzi… Continua a leggere su Marketicando

SHARE