Variante Malvaso, Zuliani sicura: “Di Giorgi mente, vicenda frutto di interessi personali”

di Redazione – Nicoletta Zuliani continua a voler mantenere alta l’attenzione sulla vicenda della Variante Malvaso. Per questo, in attesa di conoscere i tecnici ai quali il Sindaco Di Giorgi affiderà l’incarico di valutare le varianti, ha scritto un’interrogazione. L’obiettivo è invitare il Primo Cittadino a riferire in Consiglio Comunale e in Commissione Trasparenza per chiarire la vicenda, in particolare su quanto questa sia costata alle casse del Comune. L’attenzione della consigliera democratica si concentra ancora una volta sul parere espresso dal professor Tedeschini. Si tratta di un esperto in Urbanistica vicino al Sindaco Di Giorgi. Zuliani ricostruisce la vicenda passo dopo passo. Stando al suo racconto, Di Giorgi avrebbe bypassato l’avvocatura del Comune, che per prima doveva essere consultata sulla vicenda, preferendo invece affidarsi al professionista. Effettivamente, dice Zuliani, Di Giorgi ha chiesto il parere all’Avvocatura sulla variante di Borgo Piave il 30 maggio 2014. Ai legali comunali il Sindaco ha fatto avere i documenti chiedendo un parere entro l’11 giugno. Ma l’Avvocatura ha chiesto al Sindaco ulteriori documenti. A quel punto Di Giorgi, ribadendo l’estrema urgenza, si affida a Tedeschini che però si prende ben tre mesi per rispondere ai quesiti. “Il parere arriva ufficialmente all’ente il 15 ottobre 2014. La parcella è di oltre 10mila euro, pagati da tutti noi”, spiega Nicoletta Zuliani.

“La verità, ed è questa a mio avviso la cosa più grave – afferma Zuliani – è che il sindaco ha mentito ai cittadini: dov’era l’estrema urgenza se il professore si è concesso ben tre mesi per dare una risposta al Comune?”. Per Zuliani Di Giorgi era certo che l’avvocatura gli avrebbe dato un parere negativo. “E consapevole dell’opacità di tutta la storia, ha dato mandato ad un consulente di fiducia che avrebbe potuto garantirgli ciò di cui aveva bisogno: un parere favorevole”. La conclusione della consigliera dem è una richiesta a Di Giorgi fatta senza giri di parole: “Il sindaco confessi alla città quello che, sì per noi è soltanto un sospetto, ma che la magistratura sta smascherando come una triste vicenda di interessi personali a discapito dei cittadini e della pubblica amministrazione”

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