Urbanistica, le proposte di Buttarelli e il silenzio di Coletta: se mancano le idee e il coraggio

Coletta Costanzo Buttarelli

L’Urbanistica, come prevedibile, si sta rivelando la vera spina nel fianco dell’amministrazione guidata da Damiano Coletta. In Latina Bene Comune rischia di aprirsi una vistosa contraddizione su quanto sbandierato in campagna elettorale sui piani particolareggiati, e il destino degli stessi.

C’è da credere che, a meno di non considerare l’Assessore Buttarelli come una variabile impazzita all’interno dell’amministrazione, ci sia il benestare del Sindaco sulle dichiarazioni del titolare al Settore che nel Consiglio Comunale di giovedì ha detto, “senza pregiudizi”, di caldeggiare l’ipotesi di riportare i piani in aula in variante al PRG. Ma come? Quegli stessi piani che Giacomo Barbato aveva annullato? È solo l’ultimo fronte su cui si registra una bocciatura delle politiche del commissario prefettizio, tanto osannato in campagna elettorale come emblema di legalità. Già sulla sospensione della gara per l’affidamento del servizio della gestione rifiuti si era visto il primo netto distacco da quanto predisposto dal Prefetto che ha guidato Latina dopo la caduta di Giovanni Di Giorgi.

Ma torniamo ai piani. È bene non dare giudizi affrettati su una questione che è delicata. “L’urbanistica – ha detto Buttarelli in Consiglio Comunale – ha bisogno di continuità”. È tuttavia un settore dove si sente la pesante eredità della Giunta precedente, con decisioni sulle quali sarà chiamata a pronunciarsi addirittura la magistratura. In nome della continuità, farebbe sorridere vedere sanato il palazzo di Borgo Piave, attribuito al costruttore e allora consigliere comunale Vincenzo Malvaso. Prima sequestrato per un iter viziato da un potenziale conflitto di interessi, ora potrebbe avere nuova vita. Certo è che la volontà di Buttarelli di riportare in aula i piani è da ricollegarsi alla possibilità che in caso di definitivo cestinamento, molti costruttori potrebbero avanzare iniziative legali contro il Comune. Del resto tanti cantieri sono già stati avviati, alcuni sono anche conclusi, fatti sulla base di autorizzazioni a costruire che poggiavano su quei piani poi dichiarati fuori uso. C’è da sperare che sia questa la vera ragione che spingerà le decisioni della Giunta Coletta. Ma basterebbe dirlo. Prendere una posizione politica. Della serie: “Non ci possiamo permettere le cause, ci conviene sanare l’esistente”. Sarebbe una decisione politica, condivisibile o meno. Ma almeno sarebbe chiaro. Invece, come per i rifiuti, l’amministrazione tende a rimanere in un limbo di non detto, di “stiamo studiando”, “stiamo valutando”, dimostrando non solo di non avere le idee chiare, ma anche di non avere il coraggio delle proprie azioni.

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