“Trasparenza solo a parole”, Coletta bocciato da “Sai chi voti”: non ha mantenuto le promesse

Damiano Coletta

In campagna elettorale è facile parlare di trasparenza, una parola che è diventata chiave nella comunicazione politica, ma ben altra cosa è poi rispettare quanto detto.

È il caso di Damiano Coletta che, da candidato sindaco di Latina Bene Comune, aveva aderito in pieno alla campagna “Sai chi voti”, promossa da Transparency International, Riparte il futuro, Associazione Pubblici Cittadini, Movimento Consumatori, Action Aid e Carte in regola.

Aderendo alla campagna, Coletta aveva anche sottoscritto “i quattro impegni di trasparenza” tra cui spicca quello di introdurre il metodo delle audizioni pubbliche per tutte le nomine dirigenziali che spettano al comune, in enti, consorzi o società entro i primi 100 giorni dall’insediamento della giunta, con una modifica del regolamento comunale. Impegno non mantenuto.

Ma il sindaco di Latina è in buona compagnia, nemmeno i primi cittadini grillini di Roma e Torino hanno rispettato le promesse così come quelli di Bologna, Varese, Gallarate, Trieste, Caserta, Brindisi e Vittoria. Ad oggi solo i sindaci di Savona e Novara hanno introdotto le modalità di trasparenza proposte da “Sai chi voti”.

“È la conferma che la trasparenza e il cambiamento per molti Sindaci sono solo orpelli mediatici. Tra politici di vecchio e nuovo conio nessuna differenza: lo stile pare proprio lo stesso” commenta Federico Anghelé di Riparte il futuro, tra le associazioni che hanno ideato la campagna.

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