Tmb, Legambiente: l’impianto non serve se si fa la differenziata. O è per i rifiuti di Roma?

di Redazione – Il Tmb che Ecoambiente realizzerà nella discarica di Borgo Montello è stato descritto come un dispositivo di ultima generazione che produrrà meno scarti. Questa versione non piace a Legambiente che non condivide l’entusiasmo mostrato, ad esempio, da Enrico Forte. “Piuttosto che essere entusiasti e speranzosi per questa ‘novità’ tecnologica, bisognerebbe prendere atto che la necessità di realizzare nuovi impianti di TMB rappresenta una grande sconfitta per il territorio”, dice l’associazione ambientalista. Il vero problema, sostiene Legambiente, è che a Latina la raccolta differenziata è ferma al 22%. I mali derivano dal fallimento della raccolta porta a porta nel capoluogo, e non solo. Legambiente è convinta infatti che se si potenziasse la raccolta porta a porta non solo si ridurrebbero i rifiuti indifferenziati da portare nei Tmb, ma aumenterebbe il decoro urbano e diminuirebbero le tasse sui rifiuti. E si potrebbero anche creare posti di lavoro.

Mentre non ha senso sostenere che sarà realizzato il Tmb e nello stesso momento si premerà per la raccolta differenziata. “Chiunque gestisca un TMB – dicono da Legambiente – sarebbe messo in difficoltà da un progressivo aumento della raccolta differenziata ed una contemporanea diminuzione della frazione indifferenziata da trattare”. Se veramente la raccolta differenziata arrivasse al 65% ai gestori del Tmb non resterebbe che chiedere alla Regione di far arrivare a Latina i rifiuti di Roma. Legambiente si dice convinta che sulla gestione dei rifiuti siano stati commessi diversi errori, ad esempio si è investito sulla raccolta in strada e non sul porta a porta. Il Comune di Latina ha promesso che a breve pubblicherà la gara per il conferimento del servizio di raccolta porta a porta. “Intanto, dalla Regione Lazio, dovrebbero arrivare messaggi non contraddittori in materia”, conclude Legambiente.

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