Terracina, omicidio Gaetano Marino: arrestate quattro persone

Questura Latina
La sede della Questura di Latina

Arrestati quattro presunti responsabili dell’omicidio di Gaetano Marino, il boss degli Scissionisti ucciso il 23 agosto 2012 a Terracina, sul lungomare. Cinque anni dopo l’omicidio la polizia ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il Tribunale di Roma nei confronti di quattro persone.

Il 23 agosto del 2012 il boss della camorra Gaetano Marino, in spiaggia con la famiglia, riceve una telefonata e lascia l’ombrellone all’ultima fila dello stabilimento Serenella a Terracina, per incontrare qualcuno. Arrivato al parcheggio oltre la strada, però, ad attenderlo c’erano dei sicari che lo hanno freddato con 11 colpi di pistola. Il boss, che era tranquillo nella cittadina, tanto da andare al mare e nei ristoranti della zona, è rimasto a terra soltanto con addosso il costume e le ciabatte. Non ha avuto neanche il tempo di difendersi, o di cercare di nascondersi. L’ordine di uccidere, secondo gli investigatori, sarebbe partito da Napoli, proprio nell’ambito di quella guerra tra i clan di Secondigliano in cui Gaetano Marino, dopo l’arresto del fratello Gennaro, aveva assunto un ruolo di rilievo. Quando il boss, insieme al suo guardaspalle, è risalito dalla spiaggia sul marciapiede, il killer ha sparato i colpi in rapida sequenza. Dieci, come confermato dall’autopsia, hanno raggiunto la vittima al torace e all’addome ma soprattutto al volto. L’ultimo, esploso da una distanza ravvicinata, alla nuca. Sul posto erano intervenuti gli investigatori della Squadra mobile di Latina e di Terracina, che avevano ascoltato gli uomini fidati di Marino, i familiari e i testimoni e perquisito la camera d’albergo dove la vittima soggiornava.

Fino ad oggi ad essere indagato, per il reato di favoreggiamento, era stato soltanto Raffaele Iavazzi, assolto poi dal Tribunale di Latina.

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