Tar di Latina verso la soppressione, da Moscardelli interrogazione a Renzi per evitare la chiusura

di Redazione – Claudio Moscardelli, insieme ai colleghi senatori Francesco Scalia e Salvatore Cucca, ha presentato un’interrogazione al Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, circa la soppressione del Tar di Latina. Nel testo, a risposta scritta, il senatore pontino evidenzia quanto già fatto presente nella lettera al Ministro Orlando. Si ricorda dunque che il Tar di Latina serve una popolazione di circa 1 milione persone, raccogliendo le cause di Latina e quelle di Frosinone. Moscardelli, Scalia e Cucca scrivono che il Tar del Molise o quello della Valle d’Aosta servono popolazioni nettamente inferiori, e accolgono anche un numero di cause ridotte rispetto a quanto avviene nella sezione di Latina, dove solo l’anno scorso sono stati affrontati circa 1.000 ricorsi. Nel testo si scrive anche che la soppressione del Tar a Latina aggraverebbe la situazione della sede romana, che ha incarichi anche più estesi rispetto ai Tribunali Amministrativi Regionali delle altre regioni italiane. “La soppressione della sezione staccata di Latina – scrivono Moscardelli, Scalia e Cucca – non reca alcun significativo vantaggio in termini di riduzione dei costi della sede e del personale, ma al contrario viene meno una sede giudiziaria la cui efficienza e produttività, e il cui costo per magistrato, sono di tutta evidenza in linea con gli obiettivi di razionalizzazione della spesa”.

I tre senatori passano poi ad analizzare quanto costi effettivamente la sezione distaccata del Tar a Latina. Ebbene, la sede è di proprietà demaniale concessa ad uso gratuito. Spostare fascicoli, mobili e altro a Roma e licenziare il personale costerebbe 121 mila euro. Inoltre, scrivono, il Tar di Roma costa 9,7 milioni di euro. La sezione di Latina costa 141 mila euro. Questo perché sul capoluogo pontino non gravano spese di canoni di locazione e oneri accessori. I risparmi prodotti dalla soppressione del Tar di Latina sarebbero legati alle utenze, ai trasporti, allo smaltimento dei rifiuti e all’anno giudiziario, per un totale di 48 mila euro, giudicato “irrisorio se soppesato con i riflessi negativi che tale misura è destinata a produrre sul personale ivi impiegato, sul foro, sulle amministrazioni locali (si pensi solo alle spese di viaggio degli avvocati interni) e sul rapporto tra spese di gestione e singolo magistrato, che nella specie aumenterebbero del quintuplo (da 23.000 circa a 150.000 euro circa)”.

Considerate tutte queste premesse, in testo si conclude con l’interrogazione. I senatori vogliono sapere se il Governo non ritenga opportuno attivarsi per evitare la chiusura del Tar di Latina, sulla base dei dati appena indicati, “che testimoniano inequivocabilmente che nell’accorpamento a Roma si determinerebbe l’esatto contrario dei benefici ricercati con il piano di riorganizzazione della giustizia amministrativa”.

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