Tar di Latina verso la chiusura: Moscardelli e Ialongo si appellano al Ministro Orlando

di Redazione – Il Tar di Latina smetterà di essere operativo il 1° luglio 2015. Lo stesso destino riguarderà anche le sedi di Parma e Pescara. Si tratta di tre città dove non è presente una sede della Corte d’Appello, pertanto, nell’ambito della riforma della pubblica amministrazione, le sedi dei tribunali amministrativi regionali chiuderanno. Sulla questione si sta mobilitando il mondo della politica

Da Latina è intervenuto il capogruppo di Forza Italia, Giorgio Ialongo. “Ci troviamo di fronte ad un vero e proprio accanimento”, ha commentato il Consigliere azzurro, contrario alla chiusura della sezione pontina. Per Ialongo la scelta del Governo penalizzerebbe avvocati e cittadini che vedrebbero allungare i tempi per risolvere i loro contenziosi con la pubblica amministrazione. “Insomma – dice Ialongo – un’altra scelta che penalizza il nostro territorio”. Ialongo si appella quindi ai consiglieri regionali e parlamentari affinché tentino una mediazione con il Ministero della Giustizia per scongiurare la chiusura. Lo stesso invito è rivolto anche al Prefetto.

A intervenire immediatamente è stato anche il senatore Claudio Moscardelli che ha scritto direttamente al ministro della Giustizia, Andrea Orlando. La lettera è firmata dal parlamentare pontino, e dai colleghi del Partito Democratico Francesco Scalia e Giuseppe Cucca. “Abbiamo scritto al Ministro Orlando – ha dichiarato Claudio Moscardelli – sottolineando che nella legge stessa è previsto che la chiusura delle sezioni staccate di Tar, come Latina, è subordinata alla redazione del Piano di riorganizzazione, tenendo conto della collocazione geografica, del carico di lavoro e dell’organizzazione dei servizi giudiziari. Ebbene, Latina, stando ai tre parametri, merita di essere salvata”. Per i senatori democratici infatti Latina è fondamentale per decongestionare il lavoro del Tar di Roma. Inoltre serve una popolazione di oltre un milione di abitanti, residenti nelle province di Latina e Frosinone. Infine, il Tar di Latina, argomentano Moscardelli, Scalia e Cucca, ha costi contenuti. Il Tar di Roma ha già 85 mila ricorsi pendenti e si trova a 100 km dalle popolazioni che dovrebbero usufruirne, anche per questo l’accorpamento con Latina non è utile. “Con la lettera odierna -conclude Moscardelli- crediamo di aver posto seri argomenti al Ministro per valutare ed evitare la soppressione, dichiarandoci disponibili ad ulteriori approfondimenti sulla reale condizione della sede staccata di Latina del TAR, che a nostro avviso merita pienamente di continuare le attività”.

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