Talenti Emergenti, Raffaele Giuliano: con Exaltech da Latina verso i mercati internazionali

Raffaele Giuliano
Raffaele Giuliano

Raffaele Giuliano è fondatore di Exaltech, azienda che crea soluzioni innovative per le aziende sviluppando software. Originario di Anzio, ha studiato ingegneria informatica a Latina, per poi specializzarsi a Roma, ma è a Latina che è voluto tornare con sei compagni di studi per fondare la sua azienda. Exaltech dal 2009 ad oggi è decisamente cresciuta e ora punta ad espandersi verso mercati sempre più grandi. Ciò rende Raffaele Giuliano uno dei talenti emergenti della Provincia di Latina.

Come nasce Exaltech?

È un’azienda che nasce da sei soci, io sono uno di questi. Insieme abbiamo studiato ingegneria informatica a Latina dove abbiamo conseguito la laurea triennale, per poi prendere la specialistica a Roma a fine 2008. Nel febbraio 2009 abbiamo aperto quasta azienda di sviluppo software. Negli anni a seguire uno dei soci ha preferito continuare la carriera in università con un dottorato di ricerca, quindi ha lasciato l’azienda e siamo rimasti in cinque. Abbiamo cominciato subito dopo la laurea con un progetto, siamo stati contattati da un docente per uno studio attuariale su Roma. Questo primo contatto ci ha dato la possibilità di iniziare la nostra attività e avviare l’azienda. Da lì in poi grazie al passaparola e alle conoscenze dirette siamo riusciti ad acquisire clienti e ad espanderci. Abbiamo collaborato con l’Università La Sapienza per sviluppo software e manutenzione. Abbiamo lavorato anche per la Provincia di Latina, per il CNR e da tanti anni c’è una collaborazione con la Decisyon, qui a Latina, una delle più grandi aziende informatiche del territorio. Negli anni siamo cresciuti fino ad arrivare alle 13 persone che lavorano attualmente in Exaltech.

Exaltech è ormai una realtà consolidata, ma quanto è stato difficile sopravvivere alla fase iniziale, considerando che sono tante le aziende che muoiono dopo il primo anno di vita?

Exaltech, essendo un’azienda di servizi, ha i costi molto ridotti. Gli unici costi che ci sono, sono quelli del personale. Essendo partiti in sei soci abbiamo avuto una buona potenza. Tutti noi soci abbiamo fatto sacrifici a livello economico e siamo riusciti a fare un avviamento senza finanziamenti esterni. Noi ci siamo sempre autofinanziati. Io credo che le difficoltà iniziali dei primi anni le abbiamo superate così, perchè eravamo già un certo numero di persone e già in 5-6 si riescono a fare progetti di una certa dimensione. In una situazione di 1-2 soci con 3-4 dipendenti tutto questo non sarebbe stato possibile, perché al dipendente lo stipendio va pagato. E poi devo dire che ci siamo distinti per capacità. Non è mai capitato che ci siamo trovati senza lavoro. Siamo sempre stati carichi a volte oltre la capacità. Tutto questo ci ha fatto arrivare fino ad oggi senza imbatterci nelle crisi dei primi anni che spesso fanno chiudere le aziende. Le difficoltà più grosse nascono nel momento in cui si vuole crescere: un imprenditore deve essere in grado di gestire la crescita. Se non si fa bene questo passaggio si rischia di saltare.

È possibile rimanere a Latina con un’azienda come Exaltech? Non sarebbe stato più vantaggioso stabilirsi a Roma o a Milano?

Sicuramente sono meglio Roma o Milano ma sì, si può rimanere a Latina. Devo dire che se si sviluppa un prodotto proprio e lo si vende ovunque utilizzando i canali di vendita come pubblicità, sito web, o canali commerciali, si può mantenere tranquillamente lo sviluppo a Latina. È più complicato invece offrire servizi come abbiamo fatto noi finora. Noi sviluppiamo servizi di sviluppo commesse e consulenza per clienti terzi. Dobbiamo andare fisicamente dal cliente a lavorare, e ciò restringe il campo di azione. Già arrivare fino a Roma non è proprio banale. Quindi il campo di azione si restinge, abbraccia la Provincia di Latina e Roma. Ma finora ci siamo riusciti, anche se si fa un po’ di fatica. Una problematica che si incontra è il reperimento delle professionalità, perchè è davvero complicato attrarre persone da fuori, qui a Latina. I professionisti che sono di Roma non ci vengono qui perché hanno un mercato già nella Capitale. Bisogna pescare qui, tra le persone che sono della zona, e nel nostro settore non ce ne sono tantissime. Noi abbiamo tutti i dipendenti neolaureati, li abbiamo presi e cresciuti noi.

Quanto ritieni siano importanti i social network oggi per un’azienda?

Molto, tanto che abbiamo una persona che si occupa del marketing e cura Facebook, Google + e Twitter. Dipende molto dal target. Noi lavoriamo nel B2B e i social come Facebook e Google + sono un po’ più mirate al B2C, noi le curiamo per una questione di brand, e hanno il loro impatto e la loro influenza. Social come Linkedin sono importanti per un lavoro come il nostro perché ti permettono di accedere a una rete di professionisti che è fondamentale per noi. Tutti i vari clienti ce li siamo procurati tramite contatti diretti, conscenze dirette, passaparola. È in questo modo che abbiamo espanso la nostra rete di clienti. I social se utilizzati bene ti danno la possibilità di costruire un brand solido e di farti conoscere nel territorio.

Che consigli dai a chi vuole aprirsi una sua attività?

Sicuramente mi sentirei di dire di farlo e di provarci. So che è difficile perché una persona che avvia una sua azienda spesso non ha nessuna conoscenza, non sa come partire, non conosce le agevolazioni e le possibilità. È comunque un’esperienza formativa, sia che vada bene, sia che vada male, perché ti segna e ti fa crescere. Sarebbe importante farsi affiancare da chi ha esperienza in merito per farsi dare delle dritte ed eviare gli errori grossolani che si fanno quando non si si è ancora in grado di guidare un’azienda e certi errori di gestione possono essere fatali. E poi bisogna venire a conoscenza delle agevolazioni che sono a disposizione, ce ne sono ma bisogna sapersi muovere e capire come avere accesso. Qui a Latina per le startup ora c’è molto movimento. Mi viene in mente Antonio Fabrizio che si sta muovendo molto, organizza eventi in continuazione… Di opportunità ce ne sono, bisogna saperle cogliere e capire come muoversi all’inizio.

Come speri si possa evolvere la tua azienda e cosa stai facendo per ottenere risultati?

Vogliamo andare verso una soluzione di prodotto, cosa che stiamo facendo in questi mesi, per i motivi già detti. Perché un prodotto ci dà la possibilità di poter guardare in maniera più semplice sul territorio nazionale e internazionale, lasciando la base di sviluppo a Latina. È una cosa che ora con lavori su commessa e consulenza non riusciamo a fare. Questo è ciò che vorremmo fare e su cui stiamo lavorando, con l’industria 4.0, che in Italia ora è sulla cresta dell’onda e finalmente è arrivato il momento di muoversi anche qui su questo fronte. Noi ci lavoriamo dal 2013. L’industria 4.0 viene citata come quarta rivoluzione industriale, un insieme di tecnologie, come Iot (Internet delle cose) stampante 3D, cloud, cyber sicurezza. Tutto questo insieme di tecnologie abilitanti dell’industria 4.0 dà la possibilità alle aziende di rivedere i propri modelli di business per poterli ottimizzare e poter migliorare i propri processi produttivi in modo da competere con altre aziende fuori dall’Italia. In Germania se ne parla dal 2011. Avendo in mano queste tecnologie sono più competitivi. Stiamo cercando di fare questo discorso in Italia. Io faccio parte della sezione IT di Unindustria, quello che ho notato è che quando vai a parlare con le piccole e medie imprese, pochissimi sanno di cosa si tratta. C’è un lavoro da fare per far capire agli imprenditori che devono stare sul pezzo, devono cominciare a muoversi e a far evolvere i processi verso questa direzione altrimenti si rimane indietro rispetto alla concorrenza estera.

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