Talenti Emergenti, parla Gennaro Ciaramella: essere giovani non basta, in politica contano le idee

Gennaro Ciaramella
Gennaro Ciaramella

Gennaro Ciaramella ha 24 anni, è consigliere comunale per il PD a Formia. Studia Scienze Politiche alla Federico II di Napoli, spera di laurearsi a breve e di trovare un buon lavoro. Nel suo curriculum universitario figura un’esperienza alle Nazioni Unite a New York, mentre in quello politico, vanta un incarico nel PD Provinciale dove è stato responsabile organizzativo in occasione dell’ultimo “rimpasto” di segreteria. È sicuramente uno dei talenti emergenti della Provincia di Latina.

Come inizia il tuo percorso politico?

Ho iniziato a fare politica dai tempi della scuola, sono stato rappresentante di istituto al Filangeri di Formia e membro della Consulta Provinciale. Nel 2013 mi sono candidato nella coalizione di centrosinistra e sono stato eletto in Consiglio Comunale. Sono il più giovane consigliere comunale nella storia di Formia.

Puoi fare un bilancio di questa tua prima esperienza politica?

Sicuramente è stata un’esperienza positiva, rappresentare la comunità è sempre motivo di orgoglio e responsabilità. Mi ha portato a guardare i problemi dal punto di vista dell’amministratore e non solo come cittadino. Io credo nell’impegno come mezzo di riscatto sociale, nella vita e nella politica. Inoltre grazie alla politica ho girato tanto il territorio, ho conosciuto altri giovani amministratori e persone capaci.

E invece quanto sei soddisfatto di ciò che hai fatto come amministratore?

Tra le cose positive, sono soddisfatto di essere riusciti in una grandissima sfida che è quella di ripubblicizzare il servizio di igiene urbana. Abbiamo creato la Formia Rifiuti Zero, una società interamente a capitale pubblico, con un tasso di raccolta differenziata superiore al 65%. È una scommessa che abbiamo vinto, è un modello che deve abbracciare altre realtà, anche Latina ci sta pensando. Che il capoluogo si interessa a Formia per la FRZ, per noi è motivo di orgoglio.
La cosa di cui vado più orgoglioso è il fatto che appena eletto ho preteso che la biblioteca fosse aperta tutto il giorno dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 18.30, senza pause. È una chicca della città che va potenziata, è un punto di aggregazione per la cultura e i ragazzi.
Infine, per un anno sono stato capogruppo e anche questa è stata un’esperienza molto impegnativa, bella e importante. Poi certo si deve fare di più, le domande sono sempre tante, e i soldi e i fondi sono sempre pochi. Spero nell’ultimo anno e mezzo che ci rimane, di fare altre cose che ci eravamo proposti di realizzare.

Tra poco a Formia ci saranno le elezioni, pensi che assumerai un ruolo di primo piano anche in un’ottica di rinnovamento della classe dirigente?

Io credo che amministrare è difficilissimo, in particolare una città come Formia. Io sarò impegnato in prima persona, farò direttamente la campagna elettorale. Mi ricandiderò in consiglio comunale ma non a fare il sindaco. Per ora voglio finire gli studi.

Quali sono i personaggi politici che consideri un esempio o da cui hai imparato qualcosa?

A livello locale ho un ottimo rapporto con Claudio Moscardelli con il quale ho condiviso tantissime battaglie. Sandro Bartolomeo è una delle persone con maggiore capacità  e spessore politico, ma non solo a Formia. È sicuramente uno dei migliori che ho conosciuto politicamente, da cui imparo tantissimo.

Sei impegnato per il Referendum con il Punto Democratico, ci parli di questa esperienza?

È un comitato costruito da tanti amministratori, da Santi Cosma e Damiani a Cisterna. È una bella esperienza, stiamo girando il territorio. Siamo stati ad esempio a Sermoneta, tra poco porteremo Anna Ascani a Priverno e Francesco Nicodemo a Minturno. Stiamo dialogando anche con chi la pensa diversamente, come dimostra il confronto tra Alessandro Cozzolino e Christian Chiumera. Tutto questo ci sta permettendo di fare rete oltre che di discutere del referendum.

Secondo te sono i giovani che non si interessano alla politica o è la politica che non comunica con i giovani?

Io sono convinto che il rinnovamento non si fa con la carta di identità. Io credo che ci sono persone che magari hanno 80 anni e sembrano più giovani di me, per le idee innovative, per la capacità di ascoltare, confrontarsi e dialogare. In politica gli spazi si occupano con la capacità di imporre le proprie idee rispetto a quelle degli altri. Non è una questione anagrafica. Non è mai semplice, soprattutto all’inizio, adattarsi a certe dinamiche. Ma bisogna essere giovani dal punto di vista mentale, indipendentemente dall’età anagrafica.

Quali sono le tue ambizioni?

Intanto continuerò a studiare, vorrei laurearmi e trovare un lavoro. Le mie sono ambizioni di un ragazzo normale che sta facendo una bella esperienza in consiglio comunale, ma la politica leva tantissimo tempo ed energie. Sicuramente voglio continuare a impegnarmi in politica e finire il mio percorso di studi.

SHARE