Talenti Emergenti, parla Francesco Paolo Russo: voglio investire su Latina con la tecnologia Li-Fi

Francesco Paolo Russo
Francesco Paolo Russo

Francesco Paolo Russo è di Latina, ha 25 anni ed è il fondatore di To Be, una startup innovativa che offre prodotti e servizi con la tecnologia Li-Fi: trasmette dati utilizzando la luce led. Insomma, il Wi-Fi del futuro. Recentemente ha preso parte a Tech Startup, organizzato da Antonio Fabrizio, che sente di dover ringraziare quale primo mentore. È lui uno dei talenti emergenti della Provincia di Latina.

Come nasce To Be?

Quando ho preso la laurea triennale in architettura il mio percorso di formazione mi ha portato a discutere una tesi in smart city. È stata la conclusione di un percorso di ricerca personale che ho condotto su tutto ciò che vuol dire smart city. Mentre svolgevo questa tesi ho iniziato ad essere consapevole di alcuni strumenti digitali, in particolare di Twitter. Su Twitter ho conosciuto i miei soci. Ancora prima di laurearmi ho iniziato a lavorare a questo progetto imprenditoriale che si è concluso con la fondazione dell’azienda To Be Srl, nel febbraio dell’anno scorso, con il primo lavoro per un consorzio importante. Da lì sono arrivati altri clienti, finché non abbiamo vinto un investimento di TIM WCAP (Working Capital Accelerator). Avendo vinto questo bando abbiamo fondato la seconda azienda, To Be Kids, praticamente una startup nella startup, che è il progetto che sta facendo questo percorso di accelerazione di TIM.

Di cosa si occupa To Be?

To Be Srl si occupa di servizi e progettazione di soluzioni Li-Fi, la tecnologia di trasmissione dati tramite luce led. È praticamente il wi-fi del futuro. L’azienda che ha vinto il progetto con Tim, To Be Kids, si occupa di prodotti. To Be è composta da 7 persone di cui 5 sono ragazzi di Latina tra i 22 e i 26 anni, compreso me che sono il fondatore.

Francesco Paolo Russo con Luca Laureti

Francesco Paolo Russo con Luca Laureti, entrambi sono di Latina

Quanto è stato facile per te trovare investitori?

Non ho avuto difficoltà rispetto a una normale startup. Di solito ci vogliono almeno 3 anni, noi dopo 6 mesi avevamo la prima proposta di investimento in mano. È chiaro che ci sono differenti tipi di investimento. Ma ciò che ci ha aiutato di più è la nostra capacità di comunicazione. Siamo nati sul digitale, ogni mese facciamo 4,5 milioni di interazioni su Twitter in 173 paesi del mondo. I nostri primi contatti sono stati presi sul digitale. I miei soci li ho conosciuti 4 mesi dopo il primo contatto avuto su Twitter. Per 4 mesi ci siamo sentiti tutti i giorni su Skype, lavorando in digitale, e ci siamo incontrati per la prima volta davanti la porta di un possibile cliente molto importante. Il giorno dopo eravamo ad Expo con il nostro progetto installato. Ancora oggi continuiamo a creare opportunità e valori attraverso i social e la comunicazione digitale.

Come pensi di far evolvere To Be?

Sicuramente sto lavorando a delle partnership importanti per ampliare la rete commerciale. L’obiettivo che ho per il prossimo anno è raddoppiare il fatturato e dare la possibilità ai giovani del territorio di Latina di lavorare a un progetto come questo. Mi auguro di implementare il team e la struttura dell’azienda con le risorse del territorio.

Che difficoltà incontra chi vuole avviare una start up? 

Le difficoltà sono entrare nel mercato e rimanerci. A seconda del modello di business può essere più o meno complicato. Il problema delle startup è che spesso creano aziende quando ancora non hanno un prodotto in mano. Oppure sviluppano app che hanno una vita di sei mesi. Fare startup è una cosa bella, ma è comunque creare un’azienda, quindi bisogna avere un bilancio in positivo e il personale deve essere pagato.

Che consigli dai a chi vuole realizzare la sua startup?

Il consiglio è di crederci veramente, deve diventare la prima o l’unica cosa per un periodo consistente della propria vita, della propria carriera. Deve essere un punto di partenza a cui dedicare tutte le risorse energetiche e di tempo che si hanno. E poi consiglio di circondarsi di persone capaci, che hanno la stessa passione che hanno i fondatori. Ciò su cui puntano gli investitori in primo luogo è l’affiatamento del team. Un investitore sceglie innanzitutto le persone, poi le idee che hanno. Se le persone sono valide, le idee riescono ad arrivare e tutto quanto prenderà una piega positiva.

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