Talenti emergenti, Andrea Fanti: la politica si fa tra la gente, io spero nel ricambio generazionale

Andrea-Fanti

Andrea Fanti, 30 anni appena compiuti, ha fatto attività politica nell’UDC. Nella vita esercita la professione di consulente aziendale. Alle recenti elezioni nella lista Cuori Italiani ha preso oltre 700 voti che non sono bastati per farlo eleggere. Continua comunque a fare politica e si conferma uno dei talenti emergenti che si stanno facendo notare in Provincia di Latina

Com’è nata la passione per la politica?

È una passione che ho sempre avuto, faccio politica da quasi 10 anni ormai. A 22 anni ho avuto la possibilità di far parte del consiglio comunale dei giovani. È stata un’esperienza pragmatica di quello che è la gestione amministrativa della città.

Che ricordo hai del Consiglio Comunale dei giovani?

Per me è stata un’esperienza importantissima a livello personale perché mi ha dato modo di conoscere la macchina amministrativa che non è cosa da poco: per me è stato un bagaglio in più. A livello di città il consiglio dei giovani dava la possibilità di esprimersi a una fascia di persone che spesso nelle amministrazioni non sono rappresentate a livello di età, perché spesso glia amministratori locali sono persone sopra i 40 anni. Invece il Consiglio dei Giovani era un organo che rappresentava quella fascia di persone che non avevano voce in consiglio comunale.

Che idea ti sei fatto del rapporto tra giovani e politica, in altre parole: ai giovani non interessa la politica o è la politica che non si fa avvicinare dai giovani?

Purtroppo è stata la politica che non è riuscita a coinvolgere i giovani. Io l’ho vissuto e lo vivo a livello di partito, spesso non si è avuta la capacità di coinvolgere i ragazzi. La politica si vive come un sistema distaccato. I partiti dovrebbero tornare a dare la possibilità di fare scuola politica per i ragazzi, creando iniziative, coinvolgendo i giovani a fare in qualche modo attività amministrativa.

Fare politica a Latina e chiamarsi Fanti è un vantaggio o uno svantaggio?

A livello personale è un fatto positivo. Mia zia (Patrizia Fanti, ex assessore e vicesindaco di Latina, ndr) ha fatto una buona amministrazione, dove i risultati ci sono stati. Come nome non mi ha mai dato nessun problema.

Nelle recenti elezioni hai preso molti voti, non sei stato eletto perché la tua coalizione non ha vinto. Come continui a fare politica adesso?

Come l’ho sempre fatta, anche negli anni precedenti non ero in amministrazione. La politica si fa giornalmente in ogni minuto, ogni momento della giornata. Fare politica non vuol dire avere un posto a prescindere, vuol dire avere contatti con le persone, capire esigenze e problemi e cercare di collaborare sia con chi sta in amministrazione che con funzionari e dirigenti per portare avanti un risultato.

Che posizione stai assumendo in vista del referendum costituzionale?

Sono per il “No”. Probabilmente farò campagna attiva, aspettiamo di conoscere la data e poi ci organizzeremo.

Quali sono le tue ambizioni per il futuro?

Io spero che si ritorni a creare una coalizione moderata di centrodestra in tutta la Provincia di Latina. La sconfitta in queste elezioni è stata dovuta alla divisione nel centrodestra, altrimenti avremmo vinto al primo turno. Io spero che ci sia la capacità di riunirsi tutti quanti con un cambio generazionale, che non deve essere un cambio drastico. Devono rimanere quelle 2-3 persone che rappresentino chi ha l’esperienza. Immagino un cambio dell’80%, l’altro 20% deve essere costituito da persone di esperienza che diano la possibilità ai giovani di portare avanti la città.

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