Stadio Francioni su verde pubblico, Baldini e quel dispetto a Di Giorgi e Maietta

Francioni-De-Marchis

Quando Giorgio De Marchis disse che lo Stadio Francioni si trovava su verde pubblico, e pertanto rischiava di essere illegittimo, lo fece su suggerimento dell’architetto Luca Baldini. Questo quello che emerge dalle carte dell’indagine Olimpia. Accadde nel giugno 2015, con Di Giorgi appena sfiduciato e tutto il sistema imprenditoriale legato all’urbanistica stava subendo duri colpi dalle indagini giudiziarie in corso. In questo contesto Baldini, architetto vicino ai costruttori e a diversi esponenti politici, decide in un certo senso di vendicarsi di Pasquale Maietta e Giovanni Di Giorgi che volevano portare i piani particolareggiati in Consiglio Comunale, danneggiando i costruttori.

Che sia stato Baldini a fornire la documentazione sul Francioni a De Marchis lo dimostra una intercettazione del 21 giugno 2015. In essa Baldini chiede se ha ricevuto la documentazione, che De Marchis si propone di approfondire. La tesi degli inquirenti è che Baldini voglia infierire su Maietta e Di Giorgi perché le modifiche al PPE (che attribuivano il verde pubblico allo stadio Francioni, e che per tanto rendevano impossibili e abusive le costruzioni delle tribune) sarebbero state fatte perché l’idea dei due esponenti di Fratelli D’Italia era spostare lo stadio su un’altra area, con un progetto da 15 milioni di euro. Ma a Baldini questa soluzione era evidentemente sgradita in quanto coinvolgeva altri imprenditori con altrettante vicende giudiziarie alle spalle.

Così parlavano al telefono De Marchis e Baldini il 21 giugno:

Luca Baldini: aoh…Giorgio..; ricevuto?
Giorgio De Marchis: si, si! ricevuto tutto..ricevuto tutto..; quindi mo’ oggi me lo leggo un attimo e domani faccio insomma…
Luca Baldini: è! te l’avevo detto ieri, per dirti appunto che era ..aggiungo Mail…
Giorgio De Marchis: si, si, si.., no, no va bene, va bene, ok!
Luca Baldini: poi quella è tutta roba che trovi sul sito del Comune, capito?
Giorgio De Marchis: si, si, va bene!.. infatti te ringrazio de averme fatto la cernita, se no te devi mettere un po’ di tempo a fa’.. insomma…
Luca Baldini: mo’ te lo leggi bene e vedrai che ..è verde..(sorride)
Giorgio De Marchis: e si! no, no…, ma immaginavo! figurate…, giusto per ..fare alcuni riferimenti, insomma…è! non, non …
Luca Baldini: te glielo puoi dire.. gli dici: “guarda sul Piano è scritto così…ma se io oggi chiedo un certificato..”…; per esempio, ce sta quello della pompa de benzina, no?..
Giorgio De Marchis: è..è!
Luca Baldini: …quello che sta (incompr.).., va beh, insomma, quello che lava le macchine là sull’angolo, no?
Giorgio De Marchis: si! si …
Luca Baldini: …è.., quello lì sta su una rotonda;

(…)

Luca Baldini: è! quella là! …; e lì c’era tutto un discorso de fare lo stadio sul… sul.. sul terreno Comunale, no? te ricordi quando siamo andati con Di Tommaso, c’era tutto quel progetto…, te ricordi?…
Giorgio De Marchis: si! si, si si
Luca Baldini: ma no de Di Tommaso.. quello de dietro

Giorgio De Marchis: quello “de dietro” quello “de dietro” si! quello (incompr.)
Luca Baldini: c’era tutto un discorso di Project Financing portato avanti da uno svizzero, un certo (Daghino)..che è un plurindagato.., cioè… sempre condannato per truffa aggravata e ..derubricato per truffa semplice diciamo va’…;
Giorgio De Marchis: um…um…
Luca Baldini: lo trovi…lo trovi sul sito; un tipo…; però è un tipo che veniva dalla Segreteria di Veltroni, è!
Giorgio De Marchis: va beh…e purtroppo ormai me pare che dalla Segreteria di Veltroni ce venivano in parecchi insomma a..a…
Luca Baldini: ed era…ed era, come se dice.., era capo de una Società romana..era a capo di una Società romana…, oppure, ai vertici di una Società Romana che faceva le dismissioni..; non so come si chiama….; c’è una Società a Roma che dismette le proprietà Comunali, no?..quindi era un tipo così..; questi so’ andati girando per il Comune di Latina ..con Di Giorgi a vedere:”"noi portamo i sordi…quindici milioni (15.000.000) ..qua, così..”"; allora, per fare…per avvalorare la necessità dello stadio..hanno chiappato….., dice, hanno pensato bene, dice:”"mo’ lo levamo…così lo famo da un’altra parte ..”"…, (ride)
Giorgio De Marchis: si, si infatti! infatti!
Luca Baldini: e comunque allora dice:”" ‘mbeh perché, insomma, qualcosa da chiarire c’è”"…, soprattutto perché mo’ la palla ije passata a Della Penna, lui, Della Penna è Patrimonio e… e come se dice? Sport e Urbanistica e…, diciamo, un minimo de contraddizione su…ad autorizzare opere in Patrimoni Comunali.., su un’area che è Verde Pubblico forse ce l’ha? ecco! tutto qua!
Giorgio De Marchis: e beh…beh!
Luca Baldini: vedi tu…divertete…
Giorgio De Marchis: va bene!

Anche in conversazioni successive Baldini e De Marchis tornano sulla tesi che lo stadio su verde pubblico sia il pretesto per realizzare la struttura sportiva altrove per interessi imprenditoriali.

Invece, l’ampliamento della gradinata, poi bloccato dopo le rivelazioni di De Marchis, sarebbe stato illegittimo. Scrivono gli inquirenti che è evidente che l’ampliamento del secondo livello delle gradinate dello stadio Comunale Francioni è stato fortemente voluto fino a trasgredire ogni procedimento sia amministrativo che urbanistico conseguendo rilevanti danni economici alla pubblica amministrazione.

L’opera è stata approvata violando pienamente i parametri della destinazione urbanistica “verde pubblico” indicata nel nuovo PPE R3 del 2014. Tale operazione approvata da Ventura Monti favoriva prevalentemente gli interessi del Latina Calcio. Per gli inquirenti Ventura Monti, pur sapendo perfettamente della irrealizzabilità della struttura ha comunque approvato l’intervento, impegnando 444.000 €, in beneficio del Latina Calcio. A Monti è anche contestato di essere stato pienamente a conoscenza del cambio di destinazione d’uso dell’area del Francioni, cambio non comunicato al responsabile del procedimento che a quel punto avrebbe dovuto sospendere i lavori

In definitiva, dicono gli inquirenti, al Comune di Latina sarebbero state perpetrate dissipazioni di fondi con artifizi vari. Questo per assecondalre le richieste di Pasquale Maietta e condivise da Giovanni Di Giorgi. Su tali comportamenti potrebbe presto essere chiamata a pronunciarsi la corte dei conti.

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