Sperlonga, funerali con polemica per Benito Di Fazio. L’intervento dell’Arcidiocesi di Gaeta

Chiesa-Sperlonga

È polemica a Sperlonga dopo i funerali di Benito Di Fazio, l’ex consigliere comunale venuto a mancare sabato 24 settembre a seguito di un incidente domestico. Nella giornata di ieri si sono svolti i funerali nella Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo, ma quasi al termine della cerimonia ci sono stati attimi di tensione per la lettura di un messaggio preparato da Nicola Reale (compagno di avventure politiche di Di Fazio) in cui si ricordava la figura di Di Fazio, le sue battaglie e il suo impegno politico. Don Gaetano Manzo, che ha celebrato l’orazione, al termine della lettura del messaggio avrebbe fatto presente che contenuti del genere non sono adatti a una chiesa, scontrandosi con lo sconcerto per niente velato di chi assisteva al funerale. Sul caso è intervenuta l’Arcidiocesi di Gaeta, per fare chiarezza e respingere le polemiche culminate con le accuse di collusione con la mafia.

“Prima della celebrazione eucaristica è stato richiesto di leggere alla fine della cerimonia alcune parole di cristiano ricordo nei riguardi del defunto, secondo le consuetudini locali approvate dall’Ordinario come previsto dal Rito delle Esequie. Don Gaetano e il curatore del testo avevano concordato di leggerne solo la prima parte di tono più familiare. Il messaggio preparato era troppo lungo e affrontava i temi più vari, in ambito personale, sociale e politico – spiegano dall’arcidiocesi di Gaeta -. Dinanzi alla lettura integrale del messaggio, don Gaetano ha fatto un breve chiarimento che non riguardava il contenuto del testo, ma la lettura integrale e il suo uso nel contesto liturgico. Don Gaetano Manzo è conosciuto da tutti come uomo mite, pacato e moderato e le sue parole non intendevano sminuire la figura dell’ingegner Di Fazio, ma richiamare tutti al senso liturgico delle esequie cristiane”.

Sorprende vedere commenti su una Chiesa pontina ‘collusa con la mafia’ – continuano dall’Arcidiocesi – e con altre associazioni malavitose, quando proprio nei nostri territori nascono nuovi presidi di giustizia e di libertà frutto della collaborazione tra parrocchie, oratori, scuole e associazioni del mondo civile, tra le quali l’Associazione Libera Contro le Mafie e l’Associazione Caponnetto. Sono una prova di tale impegno la recente nascita della Carta di Fondi e il lavoro quotidiano di laici e sacerdoti a favore di una società improntata sulla giustizia e la pace che viene dal Vangelo”.

L’Arcidiocesi di Gaeta, unitamente al parroco di Sperlonga don Gaetano Manzo – conclude la nota -, si rammarica per l’accaduto e per gli effetti involontari della vicenda, il più grave dei quali è aver dato l’impressione di aver preso le distanze dall’impegno sociale e politico di uomo che ha segnato la storia della comunità sperlongana”.

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