Si fa presto a dire acqua pubblica

acqua pubblica

Mentre a livello locale si parla di gestione dell’acqua pubblica e di acquisizione delle quote private di Acqualatina, l’azienda è celebrata a livello nazionale come un’eccellenza per quel che riguarda la Green Economy.

Acqualatina, infatti, è stata inserita tra le 20 pmi italiane quotabili in Borsa nel “settore verde” da VedoGreen, società del Gruppo Ir Top, che ha effettuato uno studio sulla base del proprio database che raccoglie e classifica oltre 3.000 aziende green.

Una notizia riportata da autorevoli quotidiani finanziari italiani come il Sole24Ore, MilanoFinanza, FinanzaOperativa e anche Ansa, TgCom24, ImpresaGreen.it e Globalmedianews.info, ma ha avuto ben poca risonanza a livello locale.

Da noi, invece, si tende a parlare di Acqualatina per lo più in modo negativo mettendo in risalto la malagestione dell’azienda, sulla quale fanno leva anche i sindaci dell’ambito territoriale che spingono per la ripubblicizzazione del servizio. Dal canto suo Acqualatina ha sempre risposto alla critiche mettendo sul piatto i risultati sia economici che gestionali ottenuti finora, confermati anche dai riconoscimenti a livello nazionale. Tra questi il bilancio del 2015 chiuso con un utile di 9,9 milioni, l’abbattimento della dispersione della risorsa e la messa a norma di tutti i 64 depuratori gestiti, che ha avuto come risultato l’assegnazione di 8 bandiere blu ad altrettanti Comuni della costa, unici nel Lazio a ricevere il vessillo.

Dire “acqua pubblica” è fuorviante e la ripubblicizzazione rischia di rimanere solo un proclama. Adesso i sindaci dell’Ato4 hanno affidato alla Anea (Associazione Nazionale degli Enti d’Ambito) lo studio di fattibilità per la ripubblicizzazione del servizio idrico e per la revisione della proposta tariffaria per un abbassamento dei costi a carico dell’utenza, ma ancora non è stato definito in che modo e con quale soldi i Comuni vogliano acquisire le quote del socio privato, che ha già sul tavolo offerte più concrete. Anche la riduzione delle bollette non è una cosa semplice da attuare considerando che all’epoca della gestione pubblica i morosi, per non parlare degli “utenti anonimi”, erano una percentuale che superava di molto il 50%. Adesso il fenomeno è stato arginato, anche se ancora ad Aprilia c’è una percentuale enorme di evasione del tributo, cosa che fa schizzare i costi per chi paga regolarmente le bollette.

Senza dimenticare che i sindaci che adesso sono in prima linea e difendono a spada tratta la ripubblicizzazione sono tra quelli che hanno proposto la gestione mista (pubblico-privata) in attuazione della legge Galli. La legge in questione (1994) sancisce che l’acqua è pubblica ma il processo industriale che porta la risorsa dalla sorgente alle case degli utenti può essere privatizzato. Il processo di gestione dei sistemi idrici è stato avviato, in attuazione della legge, dall’allora assessore ai lavori pubblici, Michele Meta (in quota PD), con il sostegno di tutta la coalizione di centrosinistra. Così come erano di centrosinistra 28 sindaci sui 33 della provincia pontina (tra cui Sandro Bartolomeo, uno dei più accesi sostenitori), tutti per la gestione pubblico-privata. 

Sono passati 12 anni dalla costituzione di Acqualatina per il 51% pubblica e per il 49% privata e questo cambio di visione strategica da parte del centrosinistra potrebbe essere visto come un gioco di potere nei confronti di un centrodestra che di fatto non esiste più, ma ha ancora potere decisionale su molte cose.

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Un uomo con il pallino della comunicazione da sempre. In pratica dal 1981 Fondatore e Presidente della Francesco Miscioscia Adv srl. Oggi consulente strategico e operativo di marketing politico svolge per le aree di gestione e comunicazione un’intensa attività su tutto il territorio nazionale ... Continua a leggere