Sermoneta, stop all’impianto di smaltimento fanghi: serve la valutazione di impatto ambientale

Fontana Murata, Sermoneta
Località Fontana Murata, dove dovrebbe sorgere l'impianto.

La Regione Lazio frena Acqualatina sulla realizzazione dell’impianto di trattamento e smaltimento dei fanghi biologici provenienti dagli impianti di depurazione dell’Ato 4. La struttura doveva nascere a Sermoneta, in località Fontana Murata, ma l’area dedicata al Governo del Ciclo dei Rifiuti ha stabilito che servirà la Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).

La decisione degli uffici di Roma nasce dalla proposta di Acqualatina, seguita da valutazioni e osservazioni della Provincia che chiedeva di sottoporre il progetto alla valutazione di impatto ambientale. I dubbi di Via Costa sono collegati alla prossimità del sito dove dovrebbe sorgere la struttura all’area industriale e ad altre abitazioni sparse, senza contare i centri abitati di Latina Scalo e Sermoneta che distano circa 2,5 km. Tali fattori, si legge nella determina regionale, rappresentano “un elemento di criticità configurandosi come fattore di attenzione progettuale per gli aspetti territoriali di cui ai criteri localizzativi degli impianti del Piano regionale dei rifiuti”. Inoltre, scrive il dirigente regionale, “Non risulta esaustiva l’analisi contenuta nello studio preliminare ambientale in termini di ricadute sul contesto antropico dell’area contermine, dei conseguenti rischi socio/sanitari e ambientali e per quanto concerne gli aspetti relativi al paesaggio e ai beni culturali”. La Regione rileva anche che l’attività di gestione dei rifiuti provenienti dai fanghi degli impianti di depurazione potrebbe produrre cattivi odori che inevitabilmente si diffonderebbero nelle aree abitate. In tali aree inoltre sono presenti scuole, ospedali, centri turistici, impianti sportivi e aree di espansione residenziale, aspetto ritenuto “fattore di esclusione per gli aspetti territoriali dal suddetto Piano Regionale dei rifiuti”. Data la peculiarità del territorio per la Regione è necessario uno studio su possibili disturbi di tipo olfattivo. Va approfondito anche il traffico veicolare che si creerebbe. Insomma, per la Regione risulta necessario l’acquisizione dei pareri ambientali da parte delle autorità competenti, e ciò deve avvenire tramite V.I.A. “Analogamente – scrive la Regione – risulta condizione necessaria la diffusione del progetto mediante adeguate forme di pubblicità, quali quelle della procedura di V.I.A., per consentire l’acquisizione di eventuali osservazioni da parte del pubblico e forme partecipative dello stesso”.

Per questo il progetto viene rinviato in attesa della Valutazione di Impatto Ambientale, che sarà prodotta con un’istruttoria tecnico-amministrativa effettuata dall’Area Valutazione Impatto Ambientale.

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