Sapa, in sessanta chiedono il reintegro: sono disposti anche a trasferirsi lontano da casa

di Redazione – Sessanta ex dipendenti della Sapa di Fossanova hanno chiesto di essere reintegrati. Non nel sito di Priverno, chiuso, e che difficilmente riaprirà i battenti. Sono disposti anche a fare le valige e a trasferirsi negli altri stabilimenti che la multinazionale norvegese ha in Italia. Per questo si sono affidati agli avvocati, tra cui Fabio Leggiero, hanno presentato ricorso contro il licenziamento, e lasceranno che sia il Tribunale di Latina a decidere la loro sorte.

I lavoratori si dicono certi che la crisi a Fossanova sia stata pilotata per favorire il sito di Feltre, in provincia di Belluno. Sarebbe venuta a mancare la correttezza e la buona fede da parte dell’azienda nei confronti dei propri operatori. Per questo chiedono il reintegro, forti di essere ancora un patrimonio per l’azienda. La Sapa aveva annunciato da tempo la volontà di chiudere uno degli stabilimenti che producono profilati in acciaio. Dalle analisi condotte in Italia era emerso che lo stabilimento di Priverno era quello più costoso. Per questo si è deciso di chiuderlo. Oltre 130 persone hanno perso il posto di lavoro, ma in 60 non si arrendono e si affidano alle vie legali.

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