Sanità sui nuovi Lea la Cgil chiede risorse. Simg: vanno approvati rapidamente

Lea

I nuovi Lea sono un provvedimento importante e positivo, era dal 2001 non che non venivano aggiornati i Livelli Essenziali di Assistenza sanitaria. Per noi bisogna accelerare nella loro applicazione ma servono risorse adeguate a garantire i servizi e poi bisogna rivedere il sistema dei ticket che disturba l’accesso alle prestazioni”. Così il responsabile Sanità della Cgil, Stefano Cecconi, interpellato dalla ‘Dire‘ sull’entrata in vigore di un decreto “necessario e condivisibile” su cui si attende il parere, non vincolante, delle commissioni parlamentari per arrivare quindi alla firma del presidente del Consiglio e la pubblicazione in Gazzetta ufficiale.

Il provvedimento, sottolinea Cicconi, “riprende in gran parte il lavoro compiuto con il Dpcm Prodi-Turco del 2008, chiaramente adeguato ad oggi. Era opportuno aggiornare i Lea, noi abbiamo semplicemente segnalato il problema della coperture effettive, cosa che hanno fatto anche le Regioni che, nell’intesa Stato-Regioni, hanno detto che la loro applicazione sarà graduale e avverrà in base alle risorse disponibili. Oltre alle difficoltà tecniche dovute al turn-over tra i vecchi ‘lea’ che escono e ai nuovi che entrano, c’è un problema di risorse e si parla già di tagli. Vedremo se nella prossima legge di stabilità questo nodo sarà risolto”.

Altro tema evidenziato dalla Cgil è quello dei ticket: “C’è la questione dell’aumento delle entrate da ticket nell’assistenza specialistica ambulatoriale per 60,4 milioni, dovuto all’introduzione di nuove prestazioni (valore 42,3 milioni) e al trasferimento di prestazioni dal day hospital e dal day surgery all’ambulatorio. Cosa opportuna – dice ancora il responsabile Sanità della Cgil, Stefano Cecconi – ma che fa scattare il pagamento dei ticket per gli utenti, per un valore di 18,1 milioni. La stima sul valore dei maggiori ticket – precisa il sindacalista – non è della Cgil, ma è contenuta nella relazione tecnica del Ministero della Salute che accompagna il provvedimento sui Lea”.

Inoltre “Da molto tempo, la Cgil rivendica una exit strategy dal sistema dei ticket che è iniquo e controproducente, come dimostra la fuga dal servizio sanitario: ci sono sempre più persone che rinunciano alle cure e lo fanno non per le liste di attesa ma per ragioni economiche. Questo non c’entra con i Lea ma i Lea sono disturbati dal sistema dei ticket che a nostro avviso va rivisto”, conclude Cecconi.

“I Lea vanno approvati rapidamente perché estendono ancora di più i diritti dei cittadini, ad un livello mai visto prima. In questo dobbiamo dare atto che i Livelli essenziali di assistenza, almeno sulla carta, sono importanti”. Così il presidente della Società italiana di Medicina Generale, Claudio Cricelli, interpellato dall’agenzia Dire.

“Noi siamo rimasti l’unico Paese al mondo – prosegue – ad avere una sorta di dichiarazione in cui c’è scritto quali sono i diritti che i cittadini hanno nei confronti del Servizio sanitario nazionale. Questi sono i Livelli essenziali di assistenza. E devo dire che, per quanto spesso sia difficile avere esattamente tutto quello che c’è scritto al loro interno, siamo gli unici che hanno nei Lea qualunque cosa: dalla possibilità di partorire senza dolore alla procreazione medicalmente assistita, per esempio”.

Tutto questo, secondo Cricelli, non esiste in nessun Paese “che abbia un sistema sanitario pubblico – sottolinea – dove le prestazioni non sono garantite dallo Stato. Anche se nei Lea ci sono dei ritardi, quindi, comunque il cittadino può far valere i propri diritti”. L’unica osservazione che avanza la Simg è questa: “È inutile fare dei bei Lea, molto avanzati ed estesi, se poi non c’è una quantità sufficiente di risorse disponibili per coprirli. Quindi bisogna approvare subito i Lea, ma in parallelo bisogna che le risorse vengano calcolate adeguatamente e poi stanziate davvero”, conclude Cricelli.

* Fonte: Agenzia Dire

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