Sanità, Di Giorgi polemizza: basta con le politiche miopi verso i territori da parte di Roma

di Redazione – Giovanni Di Giorgi ha partecipato all’incontro pubblico a Frosinone sul tema della sanità. Il sindaco di Latina ha polemizzato sulle politiche sanitaria attuate dal governo: “basta con le politiche miopi verso i territori provinciali da parte di Roma – ha detto il primo cittadino pontino –. Per questo occorre mettere da parte i campanilismi non solo in materia di sanità ma anche in tanti altri settori, altrimenti i territori di Latina e Frosinone sono destinati a non avere i necessari servizi ed infrastrutture come è accaduto in questi decenni”.

Di Giorgi ha fatto l’esempio dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina che definisce un “caso emblematico”: “il nostro nosocomio è stato individuato come Dea di II livello ma è una qualifica che esiste solo sulla carta, nei cartelli della burocrazia ma di fatto l’ospedale di Latina non ha né le strutture né i servizi né il personale di cui deve essere dotato un Dea di II livello. L’auspicio è che un passo importante possa essere fatto con il nuovo atto aziendale, approvato dalla Regione, ma per la cui applicazione effettiva”.

Il primo cittadino pontino ha poi ricordato anche il caso del centro di alta diagnostica: “Sono tre anni che mi batto per avere questa struttura di altissimo livello internazionale, una delle tre al mondo per un investimento di circa 14 milioni, tutti di carattere privato, grazie alla Fondazione Roma. Come sapete, nonostante l’accordo trovato tra i vari enti con la Fondazione stessa per realizzare la struttura all’interno del S. Maria Goretti, la Regione ha bloccato tutto all’ultimo momento dopo che il Comune aveva già provveduto a liberare i locali dell’Ares 118, trasferendo il presidio in locali messi a disposizione dal Comune di Latina. Solo grazie alla mia tenacia e soprattutto al grande lavoro e volontà del presidente della Fondazione Roma, il prof. Emmanuele, ed al suo staff siamo riusciti ad ottenere che il Centro possa essere realizzato ancora a Latina, ma dentro i locali dell’Università, messi sempre a disposizione dal Comune. Ancora una volta Roma ha cercato di scippare a Latina progetti e prospettive di sviluppo su cui abbiamo duramente lavorato”.

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