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L’erosione delle coste rischia di mettere a repentaglio lo svolgimento della stagione estiva da parte degli operatori balneari di Sabaudia. Se ne è parlato in un contro tra operatori balneari, sindacati di categoria e amministrazione. Hanno partecipato il sindaco Giada Gervasi, gli assessori Zaottini e D’Erme e i tecnici comunali Leone e Ottaviani, mentre per conto dell’Ente Parco Nazionale del Circeo sono intervenuti il direttore Cassola e i tecnici Del Bove e Tarozzi. Nell’incontro si è effettuato anche un sopralluogo sul lungomare, insieme ai Carabinieri Forestali, e si è deciso di creare una task force immediatamente operativa.

Tra le proposte di intervento a breve termine a difesa della duna, avanzate dall’Amministrazione, concertate e da realizzare in stretta sinergia con l’Ente Parco Nazionale del Circeo e con i Carabinieri Forestali, ci sono l’eliminazione del ruscellamento dalla strada, l’aumento della vegetazione e il blocco del piede della duna, il tutto eseguito con materiale ecosostenibile. A queste misure iniziali seguirà un piano di ripascimento morbido ben strutturato, e un investimento ingente, così come previsto dal protocollo d’intesa firmato dai Comuni di Sabaudia e Latina con la Regione Lazio. Anche quest’ultimo intervento, però potrebbe non essere risolutivo. Ragion per cui, come sottolineato dal sindaco, vi è la necessità di un ragionamento complessivo e allargato che possa coinvolgere anche il Ministero dell’Ambiente e quello delle Infrastrutture, valutando così l’esigenza di un progetto di sbarramento più ampio, che vada da Torre Astura fino a Torre Paola.

“È volontà di questa Amministrazione assicurare la corretta apertura della stagione cercando di intervenire quanto prima per limitare i disagi e i danni agli stabilimenti causati dall’impatto del mare sulla spiaggia – ha commentato il sindaco Giada Gervasi – Serve però un’azione immediata e congiunta e tutta una serie di provvedimenti a medio e lungo termine che possano portare ad un risultato vero e soddisfacente. Il fenomeno dell’erosione costiera riguarda tutta la provincia e gran parte della costa laziale e non può essere affrontato se non in maniera sinergica, coinvolgendo non solo Comuni, Enti locali e Regione, ma anche i Ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture. Solo così possiamo salvare le nostre coste e tutto il comparto turistico balneare, tutelando il nostro caratteristico paesaggio dunale”.