Sabaudia, nel Partito Democratico è la guerra dei “pochi”

PD sabaudia

di Simone Tosatti – A Sabaudia il segretario del Partito Democratico Pietro Piroli sbatte la porta in faccia all’ex candidato sindaco e consigliere comunale Franco Brugnola. “In qualità di segretario del PD di Sabaudia vorrei precisare che il Dott. Franco Brugnola non è né un rappresentante del locale circolo del PD né un iscritto, né presumo tantomeno un elettore, pertanto tutte le dichiarazioni rese alla stampa vanno ascritte completamente alla sua sola persona. Vi saremo grati se d’ora in poi non accosterete il nome del Dott. Brugnola al Partito Democratico”, ha dichiarato Piroli con una nota del 9 settembre.

Mentre a livello provinciale il Partito Democratico è alla ricerca di alleanze e accordi, considerando cruciale (per il partito e per i propri esponenti) le prossime elezioni, a Sabaudia le dichiarazioni di Piroli lasciano pensare ad una volontà escludente piuttosto che inclusiva.

“Personalmente mi considero un uomo di sinistra e mi riconosco nel Partito Democratico ma credo che l’attuale segreteria comunale debba fare una analisi del voto di giugno e confrontarsi sulle cause del pessimo risultato”, dichiara Luciano Sanguigni ex candidato sindaco con una lista civica nel 2009 e personalità di rilievo di Sabaudia. “Indipendentemente dal tesseramento o meno di Brugnola al Partito Democratico, è fuori dubbio che quest’ultimo sia un uomo di sinistra capace di dare lustro al territorio e alla coalizione di appartenenza”.

Vale la pena ricordare come nel 2009 Franco Brugnola si candidò sindaco proprio per il Partito Democratico portandolo al 15% con 1600 voti a differenza delle (poche, pochissime) 268 preferenze prese dal partito guidato da Piroli e con Amedeo Bianchi candidato sindaco alle elezioni di giugno 2017.

Il 2018 sarà l’anno delle politiche e soprattutto delle elezioni per la Regione Lazio e Sabaudia potrebbe essere territorio corsaro dove poter pescare preferenze. Se a Latina il civico Damiano Coletta ha manifestato simpatie per i partiti di centrosinistra, a Sabaudia la situazione è diversa dove l’integerrima Giada Gervasi tira dritta per la sua strada e potrebbe restare a guardare alla finestra senza mettere le mani (prima che la faccia) in una competizione che sembra non interessarle. Vale la pena ricordare, inoltre che nel 2013, il candidato del PD Enrico Forte si aggiudicò un posto in Consiglio Regionale avendo la meglio sul collega di partito Giorgio De Marchis per una miseria di voti che esaltarono gli insperati 246 voti presi proprio a Sabaudia e fecero esultare Forte e (l’allora) spettatore interessato (oggi Senatore) Claudio Moscardelli.

Dire che a qualche mese dalle elezioni regionali è necessario dialogare con tutti per aumentare il proprio bacino elettorale può sembrare banale; non nel PD di Sabaudia dove probabilmente continua ad aleggiare la presenza “ingombrante” di chi, figlio del suo tempo, oggi porta i capelli bianchi. Qui si preferisce lasciare spazio ai litigi alimentando una guerra dei poveri, anzi una guerra dei “pochi”.

* Simone Tosatti è corsista del Workshop di Giornalismo Digitale organizzato da Net in Progress e LatinaQuotidiano.it

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