Sabaudia, il PD scrive alla “Sindaca” Gervasi: “sollecitudine nei rimborsi per le tasse sui rifiuti”

Amedeo Bianchi

“L’Ufficio competente non ha risposto ai cittadini, né ha provveduto il rimborso delle somme indebitamente incamerate”, è quanto si legge nella lettera indirizzata alla “Signora Sindaca” di Sabaudia e pubblicata sui social dal segretario comunale del Partito Democratico di Sabaudia Amedeo Bianchi.

“Egregi – scrive Bianchi rivolgendosi ai referenti dell’amministrazione comunale – come saprete, a seguito di interrogazione parlamentare, il governo ha dichiarato che diversi Comuni hanno erroneamente applicato le aliquote per il pagamento della TARES/TARSU. In attesa di verificare la corretta applicazione delle aliquote per il nostro Comune ovvero l’inserimento di Sabaudia nella lista elaborata dal MEF intendo sollecitare il rimborso delle somme indebitamente incamerate dal Comune per questa tassa nel 2012. Si dà il caso in fatti che nel 2012 (con Maurizio Lucci sindaco n.d.r.), i ruoli siano stati inviati con le medesime modalità di pagamento degli anni precedenti, mentre veniva variata la modalità di raccolta, causando una sperequazione fra residenti nel centro urbano e gli altri. Durante il periodo commissariale succedutosi alle dimissioni dell’allora Sindaco, ai residenti fuori dal centro urbano è stata inviata la richiesta di ulteriore pagamento, mentre non è stata inviata ai residenti del centro urbano la cartella di rettifica dell’importo dovuto”.

“Fu un provvedimento molto contestato – precisa Bianchi contattato al telefono -, Lucci inviò una lettera all’allora capo settore per applicare le aliquote dell’anno precedente poco prima di dimettersi ma, al momento dell’insediamento, il Commissario dovette constatare che l’atto era illegittimo. Il problema – spiega Amedeo Bianchi -, è che se paghi in più non hai il rimborso automatico ma devi richiedere personalmente la restituzione delle somme pagate in più. L’amministrazione guidata da Giada Gervasi deve farsi carico di avvisare i cittadini che il rimborso può essere chiesto entro i 5 anni dall’errato pagamento e che questo termine sta scadendo”.

“In base all’articolo 1 comma 164 della legge 296/2006 il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente. La stessa norme impone all’Ente di effettuare il rimborso entro 180 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. (fermo restando i termini imposti dalla legge per la risposta al cittadino) – conclude Amedeo Bianchi –. Si invita pertanto l’amministrazione a rimborsare i cittadini che ne abbiano fatto debita richiesta e quanti lo dovessero fare entro i termini di scadenza previsti dalla legge”.

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