Sabaudia, duna sbancata: interviene il Movimento 5 Stelle

duna sbancata sabaudia
Duna sbancata a Sabaudia

Parco Nazionale del Circeo, Carabinieri e Comune di Sabaudia sono i destinatari della lettera del 21 novembre 2017 inviata dal portavoce ed ex candidato sindaco di Sabaudia per il Movimento 5 stelle Massimiliano Fantini.

“È stato segnalato dalla stampa locale alla fine di agosto – scrive Massimiliano Fantini – un intervento di ignoti che ha prodotto l’allagamento di una incisione sulla duna dalla strada lungomare fino all’inizio della spiaggia, lungo il confine con la Base logistica della Scuola di Artiglieria Controaerea. Tale intervento costituisce una violazione del Vincolo Idrogeologico (Regio Decreto n. 3267/1923) e del P.A.I (Piano di Assetto Idrogeologico della Regione Lazio). Il luogo di che trattasi è inserito nel P.AI. come Zona di Attenzione per frana. La vigilanza spetta ai Carabinieri Forestali, ai Vigili Provinciali e al Comune”.

“L’incisione, dovuta all’erosione determinata nel tempo dall’azione di eventi atmosferici, è stata allargata alla base, probabilmente mediante un piccolo escavatore (più difficilmente a mano) – dichiara Fantini – e trasformata in una pista percorribile da veicoli. L’abuso in sé è stato molto deprecabile, ma le conseguenze potrebbero essere assai gravi. Siamo all’inizio della stagione delle piogge e delle tempeste di vento: l’azione combinata dell’erosione eolica e del ruscellamento delle acque certamente provocherà un marcato approfondimento del solco, che si trasformerà in una sorta di fossato che potrebbe retrocedere fino alla strada provocando smarginature, più o meno estese dell’asfalto non sono da escludere crolli della duna sul pendio sotteso dalla pista”.

“Occorre intervenire con urgenza mediante poco costosi interventi di ingegneria naturalistica. All’inizio dell’incisione va posta una fila di sacchi per limitare il versamento di acqua dalla strada durante le piogge. Almeno altre quattro – cinque file di sacchi di sabbia sulla pista carrabile per attenuare (lungo il percorso) le velocità delle acque piovane. Indispensabile è la collocazione di piccole barriere frangivento in cannucce, dell’altezza di 120-140 cm per fronteggiare l’erosione eolica molto elevata durante le tempeste di libeccio-maestrale (e produrre in via naturale la colmata dell’incisione). Ne bastano sette o otto. Sono importanti anche per la dissuasione all’uso pedonale della lista”.

“In questi giorni (l’ultimo caso il 14 novembre 2017) – precisa Fantini – sono state osservate sulla spiaggia, in corrispondenza dell’imbocco di via Sant’Andrea, impronte di ruote di trattori. I due eventi dimostrano che per qualche motivo mezzi meccanici, con una certa frequenza, si recano sull’arenile. Il danno prevalente che ne consegue è la disgregazione della compattezza della sabbia che rende più incisiva l’erosione durante le mareggiate.

“È necessario informare la comunità sui progressi delle indagine – conclude Massimiliano Fantini. – visto che è stato constatato che in presenza di sigilli i mezzi continuano a scendere in modo illegale. Chiediamo quindi che da parte del Comune dell’Ente Parco e l’emissione di un’ordinanza per il divieto di accesso di qualsiasi veicolo sull’arenile che preveda adeguate sanzioni) da esporre con appositi cartelli nei punti più facile l’attraversamento della duna. Il Comitato sulla Tutela Ambientale e Lotta all’Erosione Costiera, da parte sua, sta svolgendo i dovuti accertamenti e segnalerà gli eventuali abusi alle autorità competenti”.

SHARE