Rifiuti dal Lazio in Toscana, 20mila tonnellate fuori regione: soluzione costosa ed evitabile

emergenza rifiuti Latina Ambiente

La Regione Lazio ha siglato una accordo con la Regione Toscana per il trattamento di 20.000 tonnellate di rifiuti urbani residui, entro un tempo massimo di sei mesi, in impianti pubblici della Toscana. Non appena gli operatori avranno firmato, tra loro, i relativi contratti, Roma Capitale potrà trasferire un quantitativo massimo di 200 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati. Con questa azione, innescata dalla solidarietà e amicizia tra le due regioni confinanti, sarà dare sollievo, ancorché temporaneo, alla grave situazione creatasi nella Capitale. A richiederlo era stata la stessa Capitale, ma il problema non può essere risolto così. Questa soluzione sembra invece un palliativo per superare le elezioni politiche, poi il problema riemergerà in tutta la sua portata. È necessario infatti chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del territorio laziale e per farlo servono impianti adeguati e una discarica di servizio, per lasciare lì tutto quello che non si può riciclare o trasformare in energia.

A dirlo è lo stesso assessore all’Ambiente e ai Rifiuti della Regione Lazio, Mauro Buschini: “La Regione Lazio, da anni, ha corrisposto a Roma Capitale ogni collaborazione possibile e ogni richiesta del Campidoglio ha trovato ascolto e azione conseguente da parte nostra. Ora Roma Capitale ha l’obbligo e la responsabilità, per legge, di compiere le sue scelte per il trattamento e lo smaltimento dei suoi rifiuti residui. Far crescere la differenziata, impiantare stabilimenti per il riciclo, ammodernare i TMB e decidere dove localizzare una piccola discarica di servizio è obbligo e responsabilità di Roma Capitale e della sua Città Metropolitana”. Un rimpallo di responsabilità in realtà, perché secondo una sentenza del Tar sarebbe la Regione a dover decidere le discariche nelle quali conferire.

I numeri sono allarmanti e ancora di più lo sono i costi per sostenere tutti questi spostamenti. Alla metà del prezzo avrebbe potuto ricevere le 20mila tonnellate destinate alla Toscana, anche la Rida di Aprilia, eppure si è scelto un posto più lontano, con una maggiorazione dei costi e più danni per l’ambiente. Roma Capitale ha esportato, infatti, nel 2017,  circa 110mila tonnellate di rifiuti indifferenziati (40.000 Abruzzo e 70.000 Austria), 200.000 tonnellate di rifiuti organici da raccolta differenziata (Friuli, Lombardia e Veneto), circa 150.000 tonnellate di rifiuti combustibili (Lombardia, Emilia-Romagna) e circa 250.000 tonnellate di rifiuti da interrare (Emilia-Romagna, Toscana, Puglia). Esporta in altre province laziali (tra le quali Latina) circa 200.000 ton/anno di rifiuti indifferenziati. Impegna spazi importanti delle discariche di Frosinone e Viterbo (sia con rifiuti lavorati nei suoi Tmb che con suoi rifiuti lavorati nei Tmb di altre province) ed impegna l’inceneritore di San Vittore al 50% (il restante serve le altre province laziali). Insomma, come da più parti ribadito, serve un piano lungimirante e integrato.

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