Renzi paragonato al Duce, arrivano le scuse del presidente dell’ANPI Latina

Giancarlo Luciani, presidente ANPI Latina
Giancarlo Luciani, presidente ANPI Latina

Dopo le affermazioni sul premier Matteo Renzi, arrivano le scuse del presidente dell’ANPI Latina. Giancarlo Luciani, durante la manifestazione fuori al Supercinema dove Renzi stava tenendo un comizio per il Sì al Referendum, si era lasciato andare a frasi molto dure contro il presidente del Consiglio.

“Renzi è un ducetto che vuole sopravvivere. È peggio del duce e lo dico io che sono il presidente comunale dell’Anpi” aveva detto Luciani in un video che è stato poi rilanciato da alcuni esponenti del PD indignati dalle parole del presidente ANPI.

“A seguito di una mia intervista tenuta come presidente ANPI della sezione di Latina, emerge un termine improprio da me usato verso il presidente del Consiglio – scrive ora in una nota Luciani -. Io non penso che il premier possa essere equiparato a Mussolini. Mi scuso per il termine non adeguato e offensivo per definire una modalità comunque autoritaria per cambiare la carta costituzionale. In tutto ciò rimangono pienamente valide le ragioni che portano la nostra associazione ad esprimere il proprio no a tale riforma”.

Sui fatti si è espressa anche la segreteria nazionale dell’ANPI che ha preso le distanze: “Premesso che, ancora una volta, una certa stampa ed alcuni esponenti politici sono pronti ad occuparsi dell’ANPI (anzi, addirittura a scoprirne l’esistenza) solo quando insorgono problemi e si presentano occasioni per criticarla, la vicenda di Latina merita una netta presa di posizione da parte di questa Segreteria” scrivono sul sito.

“Stiamo facendo migliaia di manifestazioni in tutta Italia per il NO, abbiamo sempre ribadito che il nostro unico obiettivo è quello di impedire uno stravolgimento della Costituzione e che la campagna referendaria deve essere civile e ordinata. E in effetti l’ANPI la sta affrontando con le sue bandiere e la sua autonomia, fermi restando i rapporti di collaborazione con il comitato per il No e con alcune associazioni particolarmente vicine, come CGIL, ARCI, Libertà e Giustizia, ecc. Deploriamo, dunque, che a Latina vi sia stato qualcuno che ha battuto una strada diversa, sia per dichiarazioni sbagliate e improvvide, sia per la presenza stessa ad un presidio che confligge con l’impostazione nazionale dell’ANPI tesa all’informazione e al dialogo civile sul merito; e deploriamo ancora di più che la nostra gloriosa bandiera si sia trovata esposta a contiguità e vicinanze assolutamente insopportabili e improponibili. Non è questa la nostra linea, a cui – del resto – si sta attenendo tutta l’ANPI nel suo complesso”.

La nostra Associazione, a livello provinciale, si è già nettamente dissociata. Dissociazione che l’ANPI Nazionale condivide in modo fermo e assoluto. Provvederà il Comitato provinciale di Latina ad accertare, anche attraverso una discussione approfondita, come siano andate realmente le cose. Sarà l’occasione non solo per adottare o proporre agli organismi nazionali le misure necessarie ma anche per ribadire che la linea dell’ANPI è e deve restare quella già tracciata, come sopra indicata, senza eccezioni o deviazioni di sorta”.

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