Referendum, LBC alimenta il dibattito ma non si schiera. Gava: normale avere posizioni diverse

Pietro Gava
Pietro Gava

Al Referendum del prossimo 4 dicembre Latina Bene Comune lascerà libertà di voto ai propri sostenitori. Questo non vuol dire che il movimento guidato da Damiano Coletta starà a guardare, perché anzi fino alla data del voto saranno organizzate iniziative di approfondimento sulle ragioni del sì e del no. A dirlo è stato oggi il segretario Pietro Gava in un’apposita conferenza stampa.

“La posizione sul Referendum di Latina Bene Comune è dovuta al fatto che essendo un movimento civico raccoglie storie di persone politiche che vengono da più parti – così il segretario -. È paragonabile nelle dovute proporzioni e con le dovute differenza a un comitato di liberazione locale, liberazione da destre litigiose e opposizioni poco coese. Noi abbiamo nello statuto la democrazia partecipata, saremo pronti a fare informazione a soci e cittadini. È un tema che alimenta la partecipazione e non possiamo che esserne felici. Ma in un movimento civico locale, è naturale avere posizioni diverse”.

La posizione di LBC in sintesi è rispetto della diversità di vedute, e cogliere l’occasione per approfondire le ragioni del sì e del no alla riforma costituzionale. Ma il dibattito non deve scivolare verso un sì o un no al Governo Renzi.

“Noi saremo a favore di una scelta di merito – ha precisato il segretario Gava -. Siamo contrari alla personalizzazione sul premier Renzi. È opportuno sottolineare che non ci laviamo le mani come Ponzio Pilato, perché ci saranno appuntamenti ben specifici. Per noi il Referendum è un’occasione per alimentare il civismo. L’atteggiamento è quello definito da Mattarella. Sarà una scelta, sul merito della riforma, rispetto al dibattito politico. La personalizzazione estrema non fa bene, chi è per il no cavalca questa cosa e fa parte della dinamica politica ma impoverisce il dibattito. Il tratto delle nostre iniziative sarà ben al di là del Renzi sì Renzi no. Noi la cogliamo come occasione da vivere con la passione che ci contraddistingue. L’ignavia non ci appartiene”.

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