Quotidiano di Latina in edicola nonostante lo sciopero. Stampa Romana fa causa a editore e direttore

di Eleonora Spagnolo – Il Quotidiano di Latina nella giornata di martedì 3 febbraio è andato in edicola con una versione ridotta di 16 pagine senza firme a causa dello sciopero della redazione, proclamato a seguito dei continui ritardi nei pagamenti. Ma la scelta di andare comunque in stampa, seppure in versione ridotta, non è piaciuta affatto all’Associazione Stampa Romana, che con una nota ha espresso il suo sdegno. All’agitazione ha aderito il 100% dei giornalisti, nonostante questo, come preannunciato, editore e direttore si sono affidati a collaboratori esterni creando un prodotto che – denuncia l’Associazione -, era totalmente diverso da quello che è tornato nelle edicole oggi. L’Associazione Stampa Romana annuncia dunque che ricorrerà alle vie legali contro al Qap Srl e il direttore Michele Cervo, accusati di comportamento antisindacale. Cosa ancora più grave, alcuni articoli sarebbero usciti con le firme di giornalisti in sciopero.

“Si tratta di un atto gravissimo – ha dichiarato il segretario dell’Associazione, Paolo Butturiniattuato a fronte della giusta protesta dei lavoratori per la mancata corresponsione delle retribuzioni di dicembre, della 13° mensilità e della redazionale dello scorso anno”. Butturini si scaglia contro la proprietà del Quotidiano di Latina, definita “opaca”, che ha portato alle dimissioni dello storico direttore Alessandro Panigutti, e non esita a parlare di “imprenditori locali improvvisati editori senza piani industriali, piani editoriali e senza strategie di marketing”. I risultati di questa cattiva gestione, prosegue la nota di Stampa Romana, sono la perdita di posti di lavoro con conseguenze sul pluralismo dell’informazione, “In una zona che – prosegue Butturini – per le note penetrazioni della malavita organizzata, avrebbe bisogno di un’informazione libera e autorevole”.

Intanto sulla prima pagina del Quotidiano di Latina del 4 febbraio, il direttore si è scusato con i tre giornalisti in sciopero le cui firme sono apparse nel numero ridotto. Michele Cervo scrive che si è trattato di un refuso del quale si assume le responsabilità. Ma la protesta non è destinata ad esaurirsi: presto potrebbero essere proclamate altre giornate di sciopero se le richieste della redazione non verranno ascoltate.

SHARE