Quell’egoismo dei libri residenziali. Una proposta costruttiva per il Sindaco Coletta

Biblioteca-Latina

Non è colpa di Coletta, anche perché quelli di prima nella gara a perdere ci mettevano del loro. Scopriamo che mentre nel Canton Ticino passa il referendum che stabilisce il primato dei ticinesi a trovare lavoro rispetto ai frontalieri lombardi (anche i leghisti trovano imbecilli più al nord), a Latina il wifi della biblioteca funziona solo se sei uno studente studioso ma di Latina, perché se studi ma sei di Cisterna o di Sezze, o di Sermoneta, il wi-fi non t’attocca. E lo stesso dicasi per i libri. Come se nella Biblioteca Vaticana puoi studiare solo se sei devoto a Santa Romana Chiesa altrimenti sei destinato all’ignoranza.

Latina vuole essere capitale ma esserlo ha come contraltare l’essere generosi verso gli altri altrimenti non si è capitale, si è tirchi, si è chiusi, si è ottusi, che è il contrario di essere capitale. I libri vietati ai non residenti fanno veramente impressione. E pensare che Nino Corona voleva inventare un ruolo nuovo a Latina partendo proprio da una nuova biblioteca, quella che aveva scelto di costruire su progetto dell’archietto inglese Stirling e che naturalmente i governi democristiani a seguire, e i governi restauratori di destra a seguito, hanno pensato bene di non fare. Ora capiamo il perché, perché a Latina sono gelosi dei libri e del loro wi-fi. Sono gelosi di una cosa che di per se stessa se resta chiusa è inutile, che è lo studio e la conoscenza. Latina è nata per la generosità dei popoli lepini di accogliere in questa terra chiunque voleva venire qui non per rivendicare il passato ma per costruire il suo futuro ed ora siamo ridotti alla tirchieria dei libri, all’esclusività dell’accesso alla rete globale. Robe che farebbero inorridire, questi sì, tutti coloro che sono venuti a costruire il loro futuro nella città nuova.

Cambiare questa regola non costerebbe al Comune neanche un euro. Basterebbe cambiare il regolamento. Non è colpa di Coletta quello che è successo. I miopi sono stati gli amministratori precedenti ma sarebbe veramente bello che Coletta scrivesse due righe: i libri della biblioteca di Latina sono di chi li legge e non chiederemo mai a nessuno come li legge. Basterebbe questo per farci dire a Coletta che sta veramente cambiando, perché a noi piacciono i particolari, e questo sarebbe veramente un bel particolare. E magari contagioso per gli altri sindaci che se hanno regolamenti così imbecilli li possano sostituire con regolamenti decenti. Ci accusano di non essere costruttivi. Questa non è una proposta costruittiva ma istruttiva, che è anche meglio.

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