Progetto Latina, intervista a Vincenzo Zottola: giusto accorpamento Camere di Commercio ma senza perdere identità – VIDEO

di Francesco Miscioscia – Continua “Progetto Latina”, la trasmissione di LatinaQuotidianoTV che vuole, insieme ai protagonisti del territorio, aprire una finestra sul futuro di Latina e della sua provincia da un punto di vista economico e non solo. In quest’ottica non potevamo non intervistare Vincenzo Zottola, nel suo duplice ruolo quello di presidente della Camera di Commercio di Latina e quello di Presidente di Confcommercio.

Nei mesi scorsi si era parlato di abolire le Camere di Commercio ma adesso, “dopo un lungo percorso fatto di incontri con il governo, si è arrivati a riconoscere il valore del sistema camerale italiano che, nel suo ruolo di registro delle imprese, è uno dei migliori al mondo, se non il migliore” spiega Zottola. Quindi le Camere di Commercio hanno scelto di autoriformarsi senza aspettare un provvedimento calato dall’alto, perché “tutti devono fare la loro parte”. Nello specifico della situazione del Lazio c’è una proposta a livello regionale che prevede una Camera di Commercio per Roma e poi un accorpamento a quattro per le altre province, “lo vedo difficile per la territorialità”, commenta il presidente Zottola che boccia anche l’idea del sistema camerale unico regionale e invece auspica la realizzazione di un’area vasta, con Roma, Rieti e Viterbo, e una del Lazio meridionale con Latina e Frosinone.

Ma qual è il futuro della provincia di Latina dal punto di vista imprenditoriale? Secondo Zottola la scarsità di risorse e la crisi economica di questo momento vanno affrontate con degli strumenti precisi che nello specifico possono essere i fondi europei che sono stati sbloccati attraverso la Regione. Per esempio il settore agroindustriale pontino, che è uno dei migliori di Italia, ha bisogno di ammodernamento, di innovazione e che ci sia un lavoro di rete e di filiere e per fare questo necessita delle risorse corrette, così come il chimico-farmaceutico, secondo solo a Milano, e il settore dell’economia del mare che vanta 4000 imprese sul territorio.

E a proposito dell’economia del mare, visto che si avvicina l’appuntamento con lo Yacht Med Festival, abbiamo chiesto a Zottola qualche anticipazione sull’evento: “anche qui abbiamo dovuto fare i conti con un taglio delle risorse del 35%, ma proprio perché c’è bisogno della criticità per essere creativi, ci siamo dedicati alla progettualità e abbiamo fatto un bando molto impegnativo perché questo nostro appuntamento diventi un importante incontro strategico nazionale”. Lo Yacht Med Festival è diventato ormai un punto di riferimento perché è da qui che partono alcune innovazioni che poi vengono portate in tutta Italia. Novità di quest’anno, infatti, è che l’evento di Gaeta sarà collegato con Venezia e, forse, La Spezia, affinché il format della manifestazione possa essere esportato anche in altre città: “vuol dire che abbiamo lavorato bene in questi anni e che ci riconoscono un ruolo guida in questo settore, in cui il Lazio è quarto in Italia con Roma prima città per imprese del mare”.

Comunque c’è da lavorare per valorizzare le caratteristiche del territorio e della nostra provincia sul mare “noi ci troviamo sul Tirreno che rappresenta il 70% del turismo nautico del Mediterraneo che a sua volta è il 69% del turismo mondiale” dice Zottola che spiega come le necessità al momento siano di organizzare il settore balneare e ricettivo e di integrare il mare con i territori retrostanti. “Nell’economia del mare, noi abbiamo un’Italia rovesciata: il 65/70% del settore è appannaggio del Centro Sud che anche in un momento di crisi è comunque cresciuto e ha continuato a dare posti di lavoro al contrario del Nord est e del Nord ovest”.

Un’ultima domanda d’obbligo sul futuro di Confcommercio e sull’identikit del prossimo presidente: “Deve essere un imprenditore attivo sul campo – spiega Zottola – più giovane di me perché stiamo procedendo a un rinnovamento della classe dirigente e alla creazione di un centro di imprese trasversale che non comprenda più imprese del commercio, del turismo e dei servizi ma che sappia collegarsi anche al settore produttivo e agricolo. Ormai i settori sono tutti interconnessi e anzi l’idea dei settori è superata e si parla sempre più di territori, quindi anche noi, come associazioni di categoria, dobbiamo dare l’esempio e sviluppare un vero sistema accorpandoci in un’unica associazione così come abbiamo già iniziato a fare collegandoci a Federlazio e al mondo agricolo con Rete Imprese che poi rappresenta il 99% delle imprese di Latina. Perché non possiamo criticare i partiti politici che aumentano se anche noi associazioni di categoria facciamo altrettanto, quindi credo che una fusione sia necessaria”.

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