Ponza senz’acqua da giorni, il sindaco Vigorelli minaccia di passare alle vie legali e invoca il dissalatore

di Redazione – Ponza è rimasta senza acqua per più di una settimana, a causa del maltempo: le navi cisterna della società Vetor/Vemar sono rimaste ferme al porto di Napoli. I residenti nell’isola hanno fatto ricorso alle autobotti con file lunghissime per approvvigionarsi. “Non era così nemmeno in tempo di guerra” si è sfogato il sindaco Vigorelli che ha definito inspiegabile il blocco del trasporto dell’acqua. Il maltempo e il mare agitato ci sono stati è vero, ma già nei giorni scorsi i traghetti della Laziomar assicuravano i collegamenti tra Formia, Terracina e le isole pontine. “Si pensi – ha ricordato il sindaco – che l’ultimo arrivo della cisterna a Cala Inferno è stato il 27 gennaio e l’ultimo a Ponza porto il 29 gennaio”.

Giovedì 5 febbraio sono arrivati quattro autobotti una della Protezione Civile isolana e tre di Acqualatina per un totale di 100mila litri d’acqua, trasportati da Laziomar, che “hanno rifornito prioritariamente il poliambulatorio e le famiglie con bambini piccoli o neonati” ha spiegato Vigorelli.

Ma il sindaco annuncia di voler ricorrere a vie legali e procedere a una denuncia per interruzione di pubblico servizio a carico della società Vetor/Vemar che ogni anno riceve dalla Regione Lazo 8,7 milioni di euro per il rifornimento idrico della isole pontine. “Voglio rassicurare la popolazione – ha detto Vigoreli – che la cosa non finirà qui con la società Vetor/Vemar e che si punterà in modo deciso alla realizzazione del dissalatore. Come nei piani della Regione Lazio e di Acqualatina, con il consenso già garantito del Comune di Ponza. Così avremo la nostra acqua del nostro mare”.

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