Piscina scoperta chiusa, l’amarezza di Damiani: così la Latina Pallanuoto rischia di morire

Francesco Damiani
Francesco Damiani

La chiusura della piscina scoperta di Via dei Mille rischia di compromettere la stagione sportiva delle squadre di pallanuoto locali. Il braccio di ferro tra il Comune e la società Nuoto 2000 sulla gestione dell’impianto sembra senza soluzione. E dal mondo sportivo trapela delusione e rabbia per la vicenda.

Si sfoga il Presidente della Latina Pallanuoto Francesco Damiani. “Dopo tanti anni di sacrifici per costruire un folto settore giovanile, una squadra maschile in serie A2 ed una femminile in serie B, ci troviamo a gettare tutto nel secchio per la problematica della piscina ‘pseudo Comunale’ di via dei Mille – così Damiani in una nota -. Una situazione assurda che colpisce tutte le Società del settore pallanuoto. Per quanto ci riguarda, abbiamo allestito una squadra di serie A, con relativi costi immaginabili e, ad un mese dall’inizio del Campionato non possiamo allenarci nella nostra città! Ci troviamo costretti ad allenarci in tutte le piscine della Regione, con enormi sacrifici per i nostri atleti, percorrenza di chilometri, costi aggiuntivi ed orari improbabili, costi non previsti dal nostro bilancio preventivo, costi per gli spostamenti, pagamento di spazi acqua a costi enormi e grandi difficoltà per reperire gli spazi! Non possiamo procedere all’avvio delle attività giovanili, precludendo la possibilità ai tanti giovani che ci hanno scelto di poter esercitare la disciplina sportiva che amano! È possibile pensare che la seconda città del Lazio, non può offrire spazi acqua nella propria città? Tutto ciò è assurdo!”

Damiani non si pronuncia sulla vicenda tra Comune e Nuoto 2000 ma, dice: “Mi attengo soltanto alla realtà, dal 1° di ottobre dovevamo iniziare i regolari allenamenti ed, ad oggi, non conosciamo quale sarà il nostro futuro!”. Del resto, sottolinea il presidente della Latina Pallanuoto, gestire una società sportiva è come gestire un’azienda, ci sono spese e costi che vanno onorati. Ma attualmente la società è in seria difficoltà perché ha preso degli impegni durante la campagna acquisti, e ora sta vedendo i propri costi lievitati a causa dei trasferimenti nelle altre piscine per allenarsi in strutture spesso non adeguate alla categoria. E questa situazione sta mettendo in fuga gli sponsor.

È possibile pensare di precludere il diritto allo sport? È possibile l’interruzione di un servizio pubblico? – si chiede Damiani – Sono anni che paghiamo l’Amministrazione con regolarità per l’utilizzo di una piscina ‘scoperta’ ed oggi ci troviamo nell’impossibilità di utilizzarla! Si pensi al danno economico ed al danno sportivo, ci troveremo ad affrontare un importante Campionato di serie A senza aver potuto procedere ai regolari allenamenti nel campo di gioco assegnato! Chi mai potrà risarcirci di tutto questo?”

Questa situazione si ripercuote anche sul settore giovanile: “Lo sport deve essere accoglienza, deve rappresentare un porto sicuro in cui tener lontano i giovani da facili tentazioni – ragiona Damiani -, questa è sempre stata la nostra mission, oggi abbiamo perso il nostro porto sicuro!

“Sono anni che denuncio l’esigenza di un’altra piscina ma, nessuno ha mai voluto ascoltare, il risultato è sotto gli occhi di tutti! La speranza è l’ultima a morire ma – conclude Francesco Damiani -, se la situazione perdura saremo noi a morire e forse quando saranno risolti i problemi, la Latina Pallanuoto non ci sarà più, certamente non per nostra colpa!”.

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