Piscina scoperta chiusa, Antares Nuoto Latina: noi al collasso per colpa di Comune e gestore

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La Antares Nuoto Latina come la Latina Pallanuoto di Francesco Damiani rischia di veder compromessa la propria stagione sportiva a causa della chiusura della piscina scoperta di Via dei Mille. In una nota il Presidente Alberico Davoli non risparmia duri commenti. “Noi non siamo il Calcio o la Pallavolo, non siamo il Basket ne il Calcio a 5, siamo la Pallanuoto. Sport magnifico e passionale ma bistrattato da tutti, media ed istituzioni e al quale oggi a Latina sono state sbattute le porte in faccia”, così esordisce.

“Tutti ormai conoscono i fatti che hanno determinato una situazione paradossale ed inaccettabile con la quale si stanno mettendo a terra con la chiusura della vasca Open tantissimi giovani atleti, ed una società storica come l’Antares”, continua. L’Anteres infatti ha 25 anni di attività e 26 di affiliazione alla F.I.N., conta oltre 100 tesserati, innumerevoli partecipazioni ai campionati giovanili nazionali maschili e femminili e la conquista sul campo di una recente promozione in Serie B. E anche l’Antares come la Latina Pallanuoto rivendica la sua mission sociale: aver tolto centinaia di ragazzi dalla strada, facendoli crescere con i valori dello sport.

“Ora tutto questo e quanto di buono fatto, con passione e dedizione, è al collasso e rischia di essere spazzato via per il braccio di ferro tra il Gestore ed il Comune. A noi non interessa chi ha torto o ragione, a noi interessa continuare a fare Sport per i nostri ragazzi – continua Davoli – Purtroppo però in queste condizioni non si può andare avanti!”

Anche l’Antares sta sostenendo numerosi sacrifici con il solo obiettivo di fare un buon campionato in Serie B dopo aver vinto la scorsa competizione in Serie C. “A tutto questo – prosegue Davoli – ecco sommarsi ora anche i costi da sostenere in sovrappiù per la società ed i genitori dei ragazzi nel reperire acqua in altre piscine private, con spese aggiuntive non preventivate e tanti disagi per tutti. Allenarsi nell’impianto di casa è una cosa, essere costretti ad emigrare e girare come nomadi quasi elemosinando spazi, intesi come 2, 3 o 4 corsie, fuori Latina e oltre i confini provinciali è assurdo ed inaccettabile. Era già difficile farlo all’aperto durante l’inverno, senza spogliatoi e docce calde per i ragazzi, figuriamoci adesso che tutte le famiglie si devono sobbarcare altre trasferte non previste, con ulteriori spese e chilometri per spostarsi, ospiti in impianti di altre città. Impianti che non possono soddisfare le richieste di tutti i nostri atleti e delle nostre formazioni”.

Senza contare che ci sono scadenze da pagare, alla FederNuoto per le iscrizioni ai vari Campionati, e impegni concordati e da assolvere con tecnici, giocatori e gestori di altre piscine fuori Latina, i cui costi sono più alti di quanto preventivato in rapporto al poco spazio messo a disposizione.

Anche l’Antares registra la fuga degli sponsor e non solo, Davoli lo dice chiaramente: “A tutto ciò si aggiunga il distacco di sponsor, ma anche di tante famiglie sul piede di guerra, non paganti e intenzionate a far smettere i propri figli, a cambiare sport, o a portarli in società di altre città pur di continuare a fargli praticare pallanuoto”.

“Lo chiamano interruzione di Servizio Pubblico – prosegue -. Tradotto è un danno economico, tecnico e sportivo, oltre che di immagine, non indifferente per l’Antares e tutte le altre società di nuoto e pallanuoto. Antares Nuoto Latina tra l’altro già in passato era stata penalizzata dall’Amministrazione Comunale pur avendo sempre pagato regolarmente tutti i canoni di affitto, sia al Gestore che allo stesso Comune per l’utilizzo delle vasche”.

A questo punto è lecito gettare dubbi sulle conseguenze in campionato: “Cosa ci dovremmo aspettare, non potendoci allenare normalmente e non sapendo ad oggi quando si potrà rientrare regolarmente in vasca? Come si fa a programmare qualcosa se tutto è ormai saltato e si vive nell’incertezza più assoluta senza conoscere quel che sarà il domani o che arrivi uno straccio di notizia da chicchessia che ridia speranza? – si chiede Davoli – Oggi per un problema che non è il nostro, nonostante tutti i patimenti e soprusi sofferti, non possiamo entrare nell’impianto comunale pur avendone diritto. La situazione è assurda, dopo circa tre settimane di stallo in cui siamo vittime di questa storia. Se non subentra il buon senso c’è il rischio che la querelle si trascini così a lungo da ucciderci, sportivamente parlando”.

La Antares Latina Pallanuoto auspica che la vicenda si risolva al più presto e si appella direttamente al Sindaco di Latina Damiano Coletta: “È ora che i contendenti discutano e si accordino sul contenzioso. Ma si metta un punto da qui in poi e ci venga consentito l’ingresso in vasca. Il Primo Cittadino in persona con l’Ordinanza Sindacale ne ha la possibilità grazie a questo strumento di urgenza, contingibilità, e temporaneità, nel rispetto dei principi di legalità e dei principi di ragionevolezza e proporzionalità. Caro Sindaco basta poco – conclude Davoli – Non saremo il calcio, la pallavolo o il basket, ma abbiamo la stessa dignità di questi sport e meritiamo altrettanta considerazione”.

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