Piana delle Orme, lo Stato rivuole il carro armato Sherman. Il Museo ricorre in appello

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Il carro armato Sherman DD nel Museo di Piana delle Orme

Il Museo Piana delle Orme deve restituire allo Stato il carro armato anfibio Sherman DD, questo sancisce la sentenza della seconda sezione civile del Tribunale ordinario di Roma che definisce il carro armato un “bene di sopravvenuta culturalità”.

Il Museo non ha accettato questa sentenza e ha annunciato la volontà di ricorrere in appello perché sottrarre “il carro armato all’istituzione museale che non solo lo ha recuperato, ma restaurato, riqualificato e valorizzato custodendolo dal 2002 significa depauperare il suo valore storico-culturale”. Il carro armato Sherman DD è un fiore all’occhiello di Piana delle Orme dove è perfettamente contestualizzato in un percorso filologico. “Non un cimelio da contendersi – scrive in una nota la direzione -, ma un pezzo di storia da raccontare, spiegare e fare comprendere nelle sue articolazioni complesse alle persone, soprattutto ai giovani, affinché certe storie di morte non si ripetano più. La storia non è passata e basta. La storia è memoria che va tutelata e tramandata”.

Sulla questione della contesa tra Stato e istituzione museale del reperto storico, è intervenuto il consigliere comunale Matteo Coluzzi che ricorda come il fondatore del museo pontino Enzo De Pasquale recuperò il carro armato affondato nel 1944, investendo oltre 300mila euro.

“Credo che sia doveroso – continua Coluzzi – esprimere, da parte dell’amministrazione, la propria vicinanza e disponibilità nei confronti di una delle eccellenze presenti sul nostro territorio; un vero “museo della memoria popolare” verso il quale abbiamo l’obbligo morale di creare percorsi di valorizzazione ed un dialogo costante con i responsabili della struttura ed i suoi operatori. Aggiungo anche che l’amministrazione dovrebbe prendere esempio dalle buone pratiche di una realtà fruibile tutto l’anno che offre percorsi differenziati e laboratori didattici per le scuole di ogni ordine e grado.

Parliamo del maggior attrattore turistico sul territorio che registra flussi pari a migliaia di visitatori provenienti da ogni parte del mondo, riconosciuto a livello mondiale e massima espressione in Europa del settore museale dedicato a queste tematiche. Per quale motivo? Semplicemente perché il Museo di Piana delle Orme figura ad oggi come prezioso contenitore di testimonianze materiali ed immateriali legate alla vita quotidiana delle nostre campagne durante la Bonifica Integrale, oltre che di mezzi che sono comparsi per la prima volta durante il periodo bellico”.

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